Genocidio Libri
Libri con argomento Genocidio Olocausto
Domande sulla memoria - Libreria Editrice Cafoscarina, 2021 - Campo Libero
Il termine "genocidio" è stato utilizzato per la prima volta nel 1944 dall'ebreo polacco Raphael Lemkin, a partire dalle sue riflessioni sulla distruzione degli ebrei e sullo sterminio impunito degli armeni. È nata così l'idea di una legge internazionale delle Nazioni Unite alla base della prevenzione dei genocidi. Un gruppo di studiosi si sono interrogati sul significato odierno della Memoria e sulla "concorrenza tra le memorie". Dopo la Shoah, altri popoli sono entrati sulla scena per chiedere il riconoscimento dei loro genocidi: i ruandesi, i cambogiani, gli armeni, i rom, gli ucraini... Ripensando l'esperienza estrema e tragica della Shoah, si può tentare di capire cosa è accaduto e continua ad accadere anche altrove e tra altri popoli, e far sì che il precetto "mai più!" non sia solo un commento amaro del passato, ma un impegno forte per il futuro. La memoria della Shoah ci avverte ancora di una tragica possibilità per tutti, e dunque ci chiama alla responsabilità di contrastare e prevenire il suo ripetersi in qualunque forma. Il libro contiene anche il testo integrale della "Convenzione delle Nazioni Unite" di Rafael Lemkin e la proposta di Gariwo per una "Carta della memoria", sottoscritta da molti studiosi e personalità della cultura e del lavoro.
«Fucilateli tutti!». La prima fase della Shoah raccontata dai testimoni Desbois Patrick - Marsilio, 2009 - Gli Specchi Della Memoria
Tra il 1941 e il 1944, circa un milione e mezzo di ebrei che vivevano in Ucraina, in seguito all'invasione tedesca dell'Unione sovietica, sono stati assassinati mediante fucilazione. Soltanto una minoranza di questi ebrei è stata deportata nei campi di sterminio nazisti. La quasi totalità è morta sotto il tiro delle pallottole degli Einsatzgruppen (unità mobili SS di massacro), delle Waffen-SS, della polizia nazista o dei suoi collaboratori dell'Est europeo. Il fenomeno della Shoah per fucilazione, conosciuto e raccontato dagli storici, nelle sue linee essenziali, ma noto anche alle truppe alleate, non è mai stato ricostruito in modo sistematico, ed è rimasto fino a oggi poco studiato. Padre Patrick Desbois nel giugno del 2002 comincia a ripercorrere le tracce e i luoghi di questo Olocausto per fucilazione, fino a quel momento ignorato. Villaggio dopo villaggio ritrova e intervista i testimoni di terrificanti massacri, riscopre le fosse comuni, nelle quali porta alla luce bossoli di fucili e di mitragliatrici, ossa di uomini, donne e bambini assassinati, così come molti oggetti personali non corrosi dal tempo. In questo modo, raccoglie le prove dell'assassinio selvaggio di centinaia di migliaia di ebrei. Indaga, al tempo stesso, sul fenomeno inquietante del collaborazionismo e fa riemergere dal buio e dal silenzio parole di testimonianza che restituiscono una giusta sepoltura a coloro che furono travolti dalla furia omicida del progetto nazista di conquista dell'Est.