Girolamo Da Carpi Libri
Libri con argomento Girolamo Da Carpi Storia dell’arte e stili artistici: dal 1400 al 1600
Girolamo da Carpi. Ediz. a colori Pattanaro Alessandra - Officina Libraria, 2021 - La Grande Officina
Girolamo Sellari (Ferrara 1501-1556) è due anni più giovane di Giulio Romano, di due più anziano di Parmigianino, coetaneo di Perino del Vaga. I suoi modelli compositivi sono Raffaello, Giulio Romano, Parmigianino, Peruzzi, Polidoro da Caravaggio e, ovviamente, l'antico. Alle spalle di tutto è il background ferrarese di corte al quale Girolamo ha accesso tramite il padre Tommaso, del quale nulla resta, ma che dai documenti d'archivio si presenta come figura polifunzionale alla corte degli Este, dal 1503 al 1545, decoratore, corniciaio, scenografo; con lui Girolamo, giovane apprendista, ha accesso allo studio dei marmi e al camerino di Alfonso d'Este nella sua progressione, prima di trasferirsi a Bologna alla metà degli anni venti. Nella città pontificia, come attesta Giorgio Vasari, esegue molti ritratti, un genere in cui diventa specialista e che agevolerà il suo rientro alla corte estense all'avvento del nuovo duca Ercole II (1534), presso la quale sarà attivo anche come architetto fino alla morte (1556), salvo una lunga parentesi romana in cui servì il cardinale Ippolito II d'Este e, brevemente, il papa Giulio III (1550-1553). In questo libro, a più di 40 anni dalla monografia di Amalia Mezzetti, si presentano, per la prima volta strettamente interrelate, in forma monografica, l'opera pittorica e grafica. Costituisce una novità lo stesso catalogo dei disegni sciolti del maestro, riferibili a tutta la carriera del pittore, e irrinunciabile integrazionedel corpus del già bene noto Taccuino Romano (Canedy, 1976; distribuito tra la Rosenbach Library di Philadelphia, la Biblioteca Reale di Torino e il British Museum di Londra), composto da disegni di formato lungo e stretto, che annotano, copiano, estrapolano, nei tardi anni del soggiorno nell'Urbe, modelli dall'antico e dal moderno per uso personale e della bottega.
Girolamo da Carpi disegnatore. Il taccuino romano della Biblioteca Reale di Torino Riccomini Anna Maria Magna Claudia - Officina Libraria, 2024 - La Grande Officina
Un disegnatore sensibile e attento, non uno di quei nomi noti oggi al grande pubblico, ma un artista capace di lasciare il segno e di incuriosire anche l'osservatore moderno. Girolamo Sellari detto da Carpi (1501-1556), ferrarese di nascita, riuscì a ritagliarsi uno spazio tutto suo nella Roma di metà Cinquecento, acquistando presto fama di intenditore di statuaria classica e, soprattutto, di abile architetto di giardini di antichità: un'attività in cui - come scrive il Vasari - «si portò tanto bene che ne restò ognuno stupefatto». Entrato al servizio di papa Giulio III e del cardinale Ippolito II d'Este, che lo impiegò nelle sue residenze di Roma e nel cantiere, all'epoca appena aperto, della villa di Tivoli, negli anni del suo ultimo soggiorno romano (tra il 1549 e il 1553) Girolamo sembra trascurare un po' la pittura a vantaggio, si direbbe, del disegno. Il taccuino romano, di cui restano duecento fogli, oggi suddivisi tra i novanta della Biblioteca Reale di Torino, gli ottantacinque del Rosenbach Museum & Library di Philadelphia e i cinque del British Museum, ci svelano un artista affascinato dai marmi antichi ma che non trascura di rendere omaggio alle opere dei grandi: di Raffaello e della sua cerchia, in primis, di Michelangelo, di Parmigianino. Gli studi recenti, che hanno dato nuova visibilità all'attività di Girolamo da Carpi, si sono occupati solo marginalmente del taccuino: questo catalogo intende ora aggiornare, per quanto riguarda la sezione torinese, l'edizione fatta nel 1976 da Norman W. Canedy, dando più spazio ai disegni dall'antico, in cui Girolamo, per usare le parole di Frederick Antal, «made the stones come to life».
Girolamo da Carpi. Ritratti Pattanaro Alessandra - Bertoncello, 2000 -
Girolamo da Carpi. Ritratti - Bertoncello