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Libri con argomento Italia Terrorismo, lotta armata
Antiterrorismo. Conflitto sociale e «fine della Storia» in Italia (1968-1992) Catania Elio - Meltemi, 2025 - Linee
Il nuovo lavoro di Elio Catania si sviluppa attorno ai concetti - opposti ma complementari - di terrorismo e antiterrorismo. Sebbene si generino autonomamente, i due fenomeni sono infatti strettamente connessi, al punto che l'uno modella l'altro. Più precisamente, per antiterrorismo s'intende quell'insieme di elementi - culture di governo e di polizia, codice penale, corpi speciali, legittimità concessa alla protesta - attraverso cui uno Stato si relaziona non solo ai fenomeni estremi di lotta armata, ma anche al conflitto sociale e alla violenza politica. Nel volume, l'autore ricostruisce il quadro delle politiche di sicurezza a partire dagli anni Sessanta e traccia la storia dell'antiterrorismo in Italia individuando le linee di continuità e di rottura che l'hanno attraversata, fino a trovarvi un epilogo nella cosiddetta "fine della Storia": il presunto superamento del conflitto sociale e la negazione di qualsiasi alternativa all'ordinamento liberalcapitalistico, che hanno preso forma tra la fine della Guerra fredda e il collasso della Prima Repubblica.
Il terrorismo italiano e quello tedesco. La risposta della magistratura Pocci Emilio - Gruppo Albatros Il Filo, 2022 - Nuove Voci. I Saggi
Con Il terrorismo italiano e quello tedesco - La risposta della magistratura Emilio Pocci ci guida attraverso alcuni degli anni più sanguinosi del contesto italiano e tedesco. Alla prima parte dedicata alla nascita del terrorismo, alla sua diffusione e al suo declino nei due Paesi, ne segue una seconda in cui l'autore illustra quella che è stata la reazione della magistratura a tale fenomeno. In quanto magistrato, Pocci spiega quali strategie sono state attuate dai suoi colleghi per combattere il terrorismo, non tralasciando importanti dettagli sulla vita di queste figure appartenute a un'epoca in cui, purtroppo, tante volte i magistrati sono stati lasciati soli in quella che viene definita da Pocci stesso come "la solitudine del magistrato".