Lavoro Libri
Libri con argomento Lavoro Economia: filosofia e teoria
Ai lavoratori Olivetti Adriano - Edizioni Di Comunità, 2012 - Humana Civilitas
"Può l'industria darsi dei fini? Si trovano questi soltanto nell'indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?" Così si rivolgeva agli operai Adriano Olivetti il giorno dell'inaugurazione del nuovo stabilimento di Pozzuoli. Nei discorsi presentati in questo libro colpiscono i modi del comunicare e alcune affermazioni che si potrebbero definire datate, salvo poi scoprire che sono quanto mai attuali anche se ignorate dai contemporanei. Olivetti non vuol sembrare un imprenditore amico che parla agli amici operai dando a intendere che lui e loro sono nella stessa barca. Parla come un dirigente cosciente delle proprie responsabilità e determinato a farvi fronte. Una narrazione emotivamente coinvolgente ed eticamente esemplare da parte di uno dei più grandi innovatori del Novecento per restituire dignità e senso a parole come responsabilità, rispetto della persona, conoscenza. Presentazione di Luciano Gallino.
Il lavoro e i suoi sensi. Affermazione e negazione del mondo del lavoro Antunes Ricardo - Edizioni Punto Rosso, 2016 - Il Presente Come Storia
C'è una nuova morfologia del lavoro che ripropone i distinti sensi e significati del lavoro, mostrando che l'attività lavorativa è, in questo XXI secolo, una questione (ancora) decisamente vitale. Più che mai, miliardi di uomini e donne dipendono esclusivamente dal loro lavoro per sopravvivere e trovano, sempre più, situazioni instabili, precarie, o vivono direttamente il flagello della disoccupazione; ossia, allo stesso tempo in cui si amplia il contingente di lavoratori e lavoratrici su scala globale, c'è una riduzione monumentale dei posti di lavoro e quelli che si mantengono occupati assistono alla corrosione dei loro diritti sociali e all'erosione delle loro conquiste storiche, conseguenza della logica distruttiva del capitale che, nello stesso tempo in cui espelle centinaia di milioni di uomini e donne dal mondo produttivo, ricrea, nei più distanti e lontani spazi, nuove modalità di lavoro informali, precarizzati, depauperizzando ancor di più i livelli di remunerazione di coloro che si mantengono lavorando.
Il programma minimo. Per la classe e i comunisti in una fase non rivoluzionaria Gamba Enzo Pala Gianfranco - La Città Del Sole, 2015 - Comunismo In/Formazione. Nuova Serie
Enzo Gamba (Bergamo, 1952) e Gianfranco Pala (Roma, 1940) - insieme al Collettivo dell'Associazione marxista Contraddizione - analizzano i criteri per la definizione di un programma per la classe proletaria e i comunisti in una fase non rivoluzionaria, reputato e definito minimo giacché è impensabile raggiungere al momento la costruzione della società comunista (ma nemmeno la transizione al modo di produzione socialistico); obiettivi questi ultimi che competono al programma massimo del comunismo. La distinzione fra un programma strategico comunista e uno tattico, di rivendicazioni così "minime" che sono tutte interne alle regole capitalistiche borghesi, ma che nonostante ciò risultano irrealizzabili con i rapporti di forza esistenti, è centrale per dare significato ed efficacia all'azione della classe e dei comunisti nella perdurante fase non rivoluzionaria, in attesa di tempi meno bui. Data la mancanza di conoscenza dell'analisi marxiana da parte di molti fra quelli che oggi continuano ad opporsi al capitale nonostante le enormi difficoltà, sono importanti le appendici, che includono la Critica al programma di Gotha di Marx, perché quel movimento socialdemocratico aveva elaborato una strategia operaia con un programma inadeguato, e la critica di Engels all'opportunismo che affiorava nell'incoerente programma del partito operaio tedesco di Erfurt. Marx e Engels chiamarono "minimo" il Programma del partito operaio francese del 1880, scrivendone le considerazioni introduttive...