Mann Klaus Libri
Libri con argomento Mann Klaus Lingue germaniche e scandinave
Eredità maledetta. La tragica vita di Klaus Mann Spotts Frederic - Edizioni Dell'altana, 2019 - La Veranda
Klaus Mann - figlio del venerato e temuto Thomas Mann - fu uno dei più provocatori scrittori tedeschi del secolo scorso. Colto, intelligente, geniale, fin da bambino Klaus Mann dimostrò una spiccata predilezione per la letteratura. Cominciò a scrivere giovanissimo in un ambiente familiare privilegiato in cui erano di casa artisti, poeti, musicisti. La Germania fra le due guerre era in pieno fermento e la minaccia del nazismo ancora non incombeva sul giovanissimo Klaus ma sul suo fervido entusiasmo si stendeva un'ombra dolorosa e soffocante: il genio di Thomas Mann, padre distante, venerato e temuto dai suoi sei figli. Romanziere, commediografo, saggista politico, giornalista, critico letterario, durante tutta la sua esistenza Klaus ha dovuto sempre confrontarsi con il padre, ne implorava il consenso ma riceveva freddezza se non addirittura ripudio. Per tutta la sua breve e tragica vita dovette sopportare la qualifica di "figlio del poeta": non era un privilegio ma una condanna. Fu il primo in Germania a scrivere romanzi e commedie sul tema dell'omosessualità. Ancora prima della salita al potere di Hitler espresse con veemenza le sue opinioni antinaziste che gli procurarono in seguito l'iscrizione nella lista nera dei nemici del Terzo Reich. I suoi libri furono bruciati pubblicamente, gli fu revocata la cittadinanza tedesca e lui soffrì da esiliato il tragico declino della sua patria. Emigrato negli Stati Uniti, nella Seconda Guerra mondiale si arruolò nell'esercito americano e venne in Italia. La sfortuna continuò a perseguitarlo e durante la Guerra Fredda fu denunciato come spia sovietica da fanatici anticomunisti in America e da cripto-fascisti nella Germania dell'Ovest. In questa biografia Frederic Spotts, con documenti anche inediti, testimonia l'angoscia di uno spirito tormentato, ribelle, intuitivo (esemplare la sua lungimiranza sulla catastrofe dell'Europa). Sfortunato in tutti gli aspetti della sua vita privata e professionale, Klaus ebbe il successo tanto agognato (notevole la sua produzione letteraria: sette romanzi, sei commedie, quattro romanzi biografici, tre autobiografie e un'infinità di saggi letterari e politici) soprattutto dopo la sua morte avvenuta in circostanze mai del tutto chiarite a Cannes. Aveva 42 anni.
La svolta. Storia di una vita Mann Klaus - Il Saggiatore, 2016 - La Cultura
La prima metà del Novecento fu per Klaus Mann - come per tanti artisti della sua generazione - un precipizio ineludibile, un gorgo di violenza, una scissione insanabile che lo condusse in poco tempo alla morte, da cui era ossessionato. Eppure la sua esistenza fu segnata da una vitalità incoercibile e da una vibrante tensione intellettuale, di cui "La svolta" offre una testimonianza di forza ineguagliata: lo sguardo angosciato e consapevole sul presente, dalla repubblica di Weimar all'ascesa di Hitler; i viaggi a Parigi, in Nordafrica, in Italia - spesso accompagnato dalla sorella Erika e da Annemario Schwarzenbach -, la vita da esiliato prima in Europa e in seguito a New York, fino alla decisione di combattere il nazismo nell'unico modo ormai possibile: arruolarsi nell'esercito degli Stati Uniti. Ma quelli furono anche gli anni della formazione, un percorso che portò Klaus Mann ad amare scrittori come Whitman e Kafka, a stringere rapporti con André Gide, Stefan Zweig e Aldous Huxley, a un impegno umanistico che era acuto sentire, ma anche azione concreta. Saga familiare e libro di viaggio, tormentata riflessione politica e "Bildungsroman", "La svolta" - che il Saggiatore ripropone nella storica traduzione di Barbara Allason - è l'autobiografia letteraria di un grande scrittore che per tutta la vita tentò di fuggire dal cono d'ombra di uno scrittore grandissimo: Thomas Mann, di cui viene offerto in questo libro il ritratto più memorabile, capace di unire l'affetto e l'ammirazione.
Klaus Mann. Un caso di creatività ostacolata Curatola M. Irene - Bonanno, 2013 - Scaffale Del Nuovo Millennio
Un viaggio all'interno del variegato universo letterario di Klaus Mann compiuto attraverso un'attenta indagine critico-filologica sia delle opere che di documenti autobiografici inediti. Il percorso artistico-esistenziale di Klaus viene interpretato dall'autrice considerando le vicende umane e le tematiche più significative della sua poetica alla luce del rapporto complesso con la "grandezza" della figura paterna. In quest'affresco viene posta in risalto la percezione che il figlio aveva di Thomas Mann ed emergono i meccanismi che hanno condizionato, reso problematica la sua creatività e la sua formazione spirituale. Leitmotiv dell'analisi è l'attenzione rivolta all'origine e al significato del male di vivere di questo scrittore tormentato che, negli anni della Seconda guerra mondiale, con l'esperienza dell'esilio, da esteta trasgressivo si trasforma in intellettuale impegnato, in opposizione al regime con la sua attività di pubblicista e saggista.