Manoscritti Libri
Libri con argomento Manoscritti Letteratura, storia e critica: studi generali
L'enigma del manoscritto Voynich. Il più grande mistero di tutti i tempi. Ediz. illustrata Dos Santos Marcelo De Turris G. (Cur.) - Edizioni Mediterranee, 2009 - Biblioteca Dei Misteri
Il Manoscritto Voynich rappresenta il maggiore e più sconcertante rompicapo letterario della storia. Si tratta dell'unico manoscritto medievale non decifrato esistente al mondo. È scritto in un codice incomprensibile, la cui chiave non è stata scoperta neanche dai crittografi militari che infransero i codici tedeschi e giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Le sue pagine sono piene di illustrazioni di donne nude, di piante, di animali inesistenti e di costellazioni sconosciute all'astronomia. Analizzato già nel Rinascimento, lo strano libro cifrato sparì per centinaia di anni prima di essere riscoperto agli inizi del XX secolo, dal libraio antiquario (ed ex rivoluzionario) Wilfred Voynich a Frascati, nella Villa Mondragone, proprietà dei Gesuiti. Su di esso sono state applicate tutte le tecniche possibili allo scopo di svelarne i segreti, ma il manoscritto MS 408 - così è stato classificato resta inattaccabile agli sforzi degli studiosi e ai sofisticati programmi per computer. Marcelo Dos Santos ci conduce attraverso un lungo, periplo storico che arriva fino al Medio Evo, rivelando i personaggi che ebbero qualche relazione con il libro - dall'imperatore Rodolfo II, fino all'alchimista della corte elisabettiana John Dee, al falsario Edward Kelley o, forse, allo stesso Leonardo da Vinci - ci presenta i tentativi effettuati per risolvere i suoi misteri e analizza le teorie antiche e moderne riguardo la sua possibile origine, il suo autore e i suoi inacessibili contenuti.
Il manoscritto Saibante-Hamilton 390. Ediz. critica Meneghetti M. L. (Cur.) Tagliani R. (Cur.) - Salerno, 2020 - Fuori Collana
L'illustre codice Hamilton 390 della Staatsbibliothek zu Berlin (già Saibante), che qui si pubblica in edizione critica, ha destato l'interesse di alcuni tra i più grandi filologi romanzi dell'Otto e Novecento. Realizzato verosimilmente a Treviso nei primissimi anni Ottanta del Duecento, conserva un florilegio di testi latini e volgari di straordinaria importanza: è infatti « il primo manoscritto italiano a proporsi in forma di raccolta coerente, e i testi volgari in esso contenuti (spesso degli unica) rappresentano il più antico corpus di opere di carattere didattico-moraleggiante dell'Italia settentrionale. Le numerose miniature del codice intrecciano un fitto dialogo con i testi e hanno funzione non solo decorativa, ma anche, e ancor più, di complemento esegetico » (dall'Avvertenza, p. v). Il volume raccoglie, per la prima volta, l'edizione critica integrale di questo monumentum delle Origini italiane, accompagnato da uno studio multiprospettico che ripercorre la storia antica e moderna del codice, facendo emergere le particolarità del suo assetto materiale, ma anche i molti - e finora poco valorizzati - pregi letterari, artistici, storico-culturali che ne determinano la fisionomia. L'edizione complessiva, che permette in primo luogo di osservare l'oggetto nella sua materialità e nella sua realtà testimoniale, consente anche, da un lato, la piena intelligenza dei testi che lo compongono, esaminati nella loro peculiare stratificazione testuale e linguistica; dall'altro, offre l'opportunità d'indagare compiutamente il rapporto tra i testi e le illustrazioni che li corredano: un rapporto vistoso ed esplicito, che fa del manoscritto un caso pressoché unico nel panorama della produzione libraria dei primi secoli della letteratura italiana (ma anche europea). Le note introduttive e i commenti puntuali a ciascuna delle opere, insieme al formario analitico completo (volgare e latino) relativo a tutti i testi contenuti, offrono un impianto esegetico il più aggiornato e sistematico possibile; gli studi codicologici e storicoartistici, nonché l'indagine sui paratesti e sull'impianto illustrativo, che alla parte propriamente esegetica si integrano in modo coerente, propongono, nel loro complesso, un nuovo ed efficace paradigma per lo studio dei grandi manoscritti letterari medievali.
Testi, strutture, immagini in tre manoscritti del XIV secolo Lecco Margherita - Led Edizioni Universitarie, 2009 - Studi E Ricerche
Nei manoscritti medievali, le miniature costituiscono un'amplificazione del testo: in taluni casi, esse apportano un'integrazione al senso del testo e ne prospettano ulteriori, e non espliciti, significati. Nei saggi che qui si presentano, l'integrazione testo-immagine concerne quattro opere (Tournoi de Chauvency, ChansonnierDouce 308, Roman de Fauvel, Dit de Fauvain) composte tra Francia nord-orientale e Belgio (Hainaut) tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV, opere custodite in tre manoscritti della metà del XIV secolo (Oxford, Bodleian Library MS Douce 308; Parigi, Bibliothèque Nationale MS fr.146 e MS fr. 571). Manufatti di grande splendore artistico, arricchiti, oltre che dal corredo iconografico, da notazioni musicali, i tre manoscritti determinano, nella struttura imposta dalla pagina e dalla distribuzione della scrittura, un sovrappiù del messaggio veicolato da ciascuno dei testi, affidandolo alle immagini, in misura più o meno elevata a propria volta condizionate dall'impostazione del testo.