Moretto Libri
Libri con argomento Moretto Arte rinascimentale
Moretto e il Rinascimento bresciano. Ediz. a colori Valseriati Enrico Piazza Filippo D'adda Roberta - Giunti Editore, 2024 - Dossier D'art
Alessandro Bonvicino, detto il Moretto (Brescia 1492/1495 - 1454) è, con Savoldo e Romanino, uno dei protagonisti della grande rinascita delle arti a Brescia nei primi decenni del Cinquecento. Un periodo in cui la tradizione naturalistica lombarda si confrontava con il colorismo di Tiziano e si distaccava dalla fino allora prevalente attrazione delle antichità romane presenti in città per cercare nuove strade creative. Nasce in una famiglia di artisti, si forma nella bottega paterna e guarda molto presto ai modelli della pittura veneta. Stimato e ricercato, lavora molto, in città, per soggetti religiosi e ritratti, distinguendosi per lo stile morbido e raffinato. Alla sua scuola inizia la sua attività Giovan Battista Moroni.
Moretto. Il Redentore fanciullo tra le Tavole della Legge e la Croce. Un capolavoro ritrovato. Ediz. a colori Martoni A. (Cur.) - Silvana, 2025 - Arte
L'attitudine a una sincera e intima religiosità è tratto distintivo che caratterizza la produzione sacra di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, capace di testimoniare e restituire il tormentato clima religioso cinquecentesco italiano tra Riforma e Controriforma. L'opera oggetto di questo studio, da attribuire alla fase più tarda della produzione del Moretto, sorprende per la singolarità del soggetto, che non trova simili nella pittura coeva. La scelta iconografica, fortemente connessa ai percorsi contemplativi della cultura claustrale femminile, fa pensare che l'opera fosse nata per un monastero di clarisse. Protagonista è il Redentore fanciullo, probabilmente parte di una composizione originariamente più ampia, forse la cimasa di una pala d'altare, concepita infatti con un lieve scorcio prospettico tale da presupporre una vista dal basso. Il Bambino, con la destra alzata in atto di benedire, è raffigurato con la candida veste del Risorto e si pone significativamente al centro di una struttura ternaria che vede alla sua sinistra, accanto al globo, il Decalogo, a simboleggiare l'Antico Testamento, mentre alla sua destra si leva la Croce di Redenzione, rappresentazione del Nuovo Testamento. Il restauro, promosso da Fondazione Luciano Sorlini, ha evidenziato come il dipinto si fosse mantenuto in discreto stato conservativo seppur al primo impatto si avvertisse il marcato viraggio cromatico che ingialliva sensibilmente le coloriture originali, fenomeno dovuto principalmente all'alterazione dei materiali di restauro. La necessità di porre mano alla tela è scaturita principalmente dall'esigenza di ridonare piena leggibilità ed equilibrio cromatico a quest'opera, mortificata e soffocata dalle considerevoli stratificazioni di materiali non originali.