Penne Stilografiche Libri
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Aurora eterna. Ediz. illustrata Angelini Cécile - Sagep, 2020 - Sagep Arte
Aurora ETERNA è stata curata da Cécile Angelini (Bruxelles, 1989) in occasione dell'anniversario della celebre Manifattura torinese produttrice di strumenti scrittori da oltre 100 anni. La mostra propone un percorso concettuale attraverso l'arte, il design e la storia politica e culturale dell'Italia e del mondo, instaurando un dialogo malizioso tra penne iconiche del marchio e opere, oggetti e documenti storici. Più di quaranta artisti e autori internazionali hanno preso parte a questa celebrazione particolare, attuando un racconto a più voci di questi ultimi cento anni e invitando lo spettatore-lettore a scrivere insieme ad Aurora i cento prossimi. "La scrittura è un'invenzione formidabile", sottolinea Cesare Verona, Presidente e amministratore delegato di Aurora penne: "scrivere a mano è un gesto con profonde implicazioni culturali: questo rituale ci rimette in contatto con la capacità umana di manipolare la realtà e creare bellezza".
Tibaldi. Ediz. illustrata - Mondadori Electa, 2007
"Entrare nell'azienda Tibaldi, aggirarsi nei locali dove i lavoratori e i tecnici fanno nascere le penne procura una doppia emozione: che il tempo può essere retrodatato e, insiem, che la modernità è tale se non è mai assoluta ma concede grazia alle eccezioni. Ne nasce l'idea di un laboratorio bodoniano attuale, laddove Bodoni creava i caratteri topografici. Il che è garanzia di classe, di una piccola genialità. Si riflette subito sul concetto di pensiero. Il pensiero si incide sul foglio, sostituendosi ai caratteri bodoniani e affidandosi alla pazienza, all'umiltà servile delle mani: che stringono la penna, si muovono, dirigono la scrittura. Le mani che si intrecciano con la penna come avviene per le mani di un amico, per la bellezza della comlicità" (Alberto Bevilacqua).
Tibaldi. Ediz. inglese - Mondadori Electa, 2007
"Entrare nell'azienda Tibaldi, aggirarsi nei locali dove i lavoratori e i tecnici fanno nascere le penne procura una doppia emozione: che il tempo può essere retrodatato e, insiem, che la modernità è tale se non è mai assoluta ma concede grazia alle eccezioni. Ne nasce l'idea di un laboratorio bodoniano attuale, laddove Bodoni creava i caratteri topografici. Il che è garanzia di classe, di una piccola genialità. Si riflette subito sul concetto di pensiero. Il pensiero si incide sul foglio, sostituendosi ai caratteri bodoniani e affidandosi alla pazienza, all'umiltà servile delle mani: che stringono la penna, si muovono, dirigono la scrittura. Le mani che si intrecciano con la penna come avviene per le mani di un amico, per la bellezza della comlicità" (Alberto Bevilacqua).