Prato Economia Libri
Libri con argomento Prato Economia EUROPA
Gli eco-distretti industriali tra economia e politiche pubbliche. Atti del Convegno (Prato, 29 settembre 2011) Fondacci L. (Cur.) - Alinea, 2013
Il volume raccoglie i contributi teorici e applicativi presentati in occasione del Convegno Nazionale organizzato da ASM Prato S.p.A. con il contributo di ATIA-ISWA con l'intento di sostenere l'avvento di una nuova generazione di distretti industriali. L'iniziativa rappresenta un esempio di buona pratica perché ha innescato piattaforme di collaborazione fra amministrazioni, imprese pubbliche locali e imprese private per la riorganizzazione qualitativa del distretto tessile pratese. Il volume analizza lo sviluppo dell'eco-distretto industriale, delle sue strutture e delle sue funzioni, dalla prospettiva specifica delle pratiche eco-efficienti in atto in contesti avanzati, mettendone in risalto i benefici per l'economia, la società e l'ambiente. Dalle cornici istituzionali e dalle soluzioni innovative nei settori dei rifiuti, della mobilità, dei trasporti, dell'energia e della pianificazione territoriale emerge che la trasformazione eco-industriale delle attività esistenti è il primo passo da compiere per la realizzazione dell'eco-città. Il volume presenta il concetto di rigenerazione industriale, definita come "l'utilizzo efficiente delle risorse disponibili attraverso la trasparenza ecologica dei prodotti e l'affrancamento dalle materie prime" e avanza l'ipotesi che la rigenerazione industriale sia da concepire in continuità con le operazioni di rigenerazione urbana, condividendo con esse il principio della valorizzazione dell'esistente.
Rapporto economico e finanziario sul sistema industriale pratese (2001-2004) Giunta F. (Cur.) Bonacchi M. (Cur.) - Franco Angeli, 2007 - Economia - Ricerche
La ricerca prende in esame un campione chiuso di imprese rappresentative del sistema industriale pratese. L'intento è quello di: aggiornare l'osservatorio sui bilanci, promosso dalla Camera di commercio e dall'Unione Industriale Pratese, con i dati dell'esercizio 2004; valutare il rischio di insolvenza delle aziende pratesi sulla base dei risultati del modello Credit Risk Tracker elaborato da Standard & Poor's; verificare se e in che misura tali imprese creano realmente valore per i portatori di capitale di rischio e individuare i principali driver di valore ossia i fattori che sono alla base della creazione di valore. Con riferimento all'ultimo punto, la concreta applicazione della metrica del valore ai dati delle imprese del campione, che si caratterizzano per essere non quotate, ha posto alcuni problemi di difficile soluzione che hanno richiesto specifici approfondimenti metodologi-ci. In particolare, è stato necessario: individuare un indicatore di creazione del valore denominato EVAPMI da collocarsi nella famiglia dei tailored EVA®; stimare l'equa remunerazione del capitale di rischio, con la logica CAPM, utilizzando, tuttavia, dati contabili. Ciò ha portato a individuare un coefficiente di rischiosità del settore/distretto (assunto come ß contabile) che si affianca ai tradizionali indicatori dello "stato di salute" di un settore/distretto.
Il futuro del distretto. Atteggiamenti e strategie degli attori locali Birindelli Pierluca - Aracne, 2010 -
Qual è il futuro del distretto di Prato? È ancora presente un clima, un'atmosfera che favorisce l'impresa? L'autore tenta di fornire risposte sociologiche a questi interrogativi. Partendo dalle percezioni della realtà locale, dalle aspettative e dalle linee di azione di un gruppo di imprenditori, evidenzia forti discrepanze tra il mondo dell'economia e quello della politica. È un'indagine snella che mette a fuoco pratiche di concertazione tanto diffuse quanto inconcludenti. I cosiddetti tavoli tematici o di lavoro - con un felice neologismo "il tavolismo" - e "l'effetto matrioska", cioè il proliferare di gruppi, agenzie, coordinamenti, ecc., hanno come principale effetto quello di rimandare nel tempo la scelta e la conseguente assunzione di responsabilità politiche. In questo quadro i guru della conoscenza (studiosi e consulenti à la page) non paiono essere stati di grande aiuto né per l'amministrazione pubblica, né per gli imprenditori.