Rivoluzione Francese Libri
Libri con argomento Rivoluzione Francese Scienza e teoria politica
Astrazione rivoluzionaria e altri scritti Cochin Augustin Marasco M. A. (Cur.) - Mimesis, 2013 - Filosofie
"Astrazione rivoluzionaria e realismo cattolico" è il titolo di una raccolta di scritti di Augustin Cochin, uscita postuma e curata da Michel de Boüard. Si tratta di riflessioni e spunti che gettano maggiore luce sulla sua teoria principale, l'interpretazione sociologica della rivoluzione francese, e sul modello proposto per suffragare questa interpretazione: il modello delle società di pensiero. In questi frammenti, si rinviene il primato che Cochin affida alla prassi rispetto alla teoria, l'opposizione tra ideale teorico e ideale concreto, la complementarietà tra fede e ragione. E soprattutto si svela la profonda unità del suo pensiero: come uomo, come studioso, come patriota. Ancor di più, tutto ciò si rinviene nelle appendici alla "Revolution et la libre pensée", che escono qui per la prima volta in italiano, e nelle lettere dal fronte. Spesso il periodare di Cochin procede per paradossi ed esempi, e la sintassi non è sempre semplice da affrontare, poiché sia lessico che sintassi si muovono su un piano ancora ottocentesco.
Teoria dell'insurrezione Marat Jean-Paul Manduca R. (Cur.) Currò P. (Cur.) - Il Grano, 2017 - Storia E Civiltà
Il sangue e la violenza hanno costituito, per molti, un naturale paradigma della grande rivoluzione, l'orizzonte di significato entro cui collocare le traiettorie giacobine e sanculotte dei suoi uomini più noti. In questa prospettiva Marat assurge ad archetipo e modello del rivoluzionario dall'animo feroce e spietato, quasi irrazionale, vendicativo. La riedizione degli scritti, tuttavia, pone un quesito sostanziale: Marat è, in fondo, esclusivamente l'uomo della dittatura, colui che invoca la necessità del triumvirato romano, che stringe sino a soffocare le libertà degli avversari, che si arrovella e sbraita, sguazzante tra i fumi e il cruor delle devastazioni rivoluzionarie? Di certo, il montagnardo lavora per la formazione di una solida opinione pubblica attraverso una stampa e una pubblicistica passionalmente a contatto con la più varia fiumana popolare. La severità delle espressioni impiegate deriva dal timore della prossima illusione, da un pensiero che alla rivoluzione nulla chiede se non il riconoscimento degli ideali sociali e dei diritti sanciti dalla déclaration. È la motivazione esistenziale che lo muove a presentarsi quale intransigente coscienza del popolo francese.