Scagliola Libri
Libri con argomento Scagliola Storia dell’arte e stili artistici: dal 1600 al 1800
Alchimie di colori. L'arte della Scagliola. La collezione Bianco Bianchi di antiche scagliole dal XVII al XIX secolo. Catalogo della mostra. Ediz. illustrata Botticelli S. (Cur.) Romagnolo M. (Cur.) - Polistampa, 2012 - Ecrf. Spazio Mostre
La tecnica della scagliola nasce nel XVI secolo e consiste in diverse operazioni di lavorazione e intarsio di un impasto di gesso per dare vita a decorazioni floreali, arabeschi, raffigurazioni religiose e astratte di straordinaria bellezza. Catalogo della mostra allestita a Firenze da ottobre 2012 a gennaio 2013, la pubblicazione è dedicata ad una pregiata collezione di scagliole antiche. I trenta pezzi, perlopiù tavoli, paliotti e quadri realizzati tra il XVII e il XIX secolo, sono stati raccolti da Bianco Bianchi, l'artigiano fiorentino che è stato tra i primi a rivalutare e far rivivere questa particolare tecnica artigianale caduta in disuso dopo l'Ottocento.
Scagliole intarsiate. Arte e tecnica nel territorio ticinese tra il XVII e il XVIII secolo. Catalogo della mostra (Rancate, 4 maggio-19 agosto 2007). Ediz. illustrata Rüsch E. (Cur.) - Silvana, 2007
In numerose chiese ticinesi destano tuttora grande interesse i coloratissimi frontali (paliotti) d'altare, che di primo acchito sembrano intarsi di marmo o "commessi fiorentini". Si tratta invece di paliotti in scagliola intarsiata, manufatti eseguiti con grande maestria secondo particolari tecniche basate sull'uso di materiale gessoso, morbido - la scagliola appunto - steso su lastre di supporto appositamente preparate. La tecnica trova ampia applicazione a partire dal Seicento per l'esecuzione di paliotti grazie alla sua (re)invenzione in Emilia, da dove si diffonde rapidamente a molte regioni dell'Italia settentrionale e al Canton Ticino: un'alternativa agli intarsi di pietre dure di tradizione fiorentina, più economica e tecnicamente meno difficile, ma ugualmente di grande effetto. Nella regione dei Laghi la tecnica è documentata dalla fine del Seicento, in ambito ticinese prevalentemente nel Settecento, con paliotti prodotti da attivissime botteghe locali che sviluppano un estroso quanto individuale linguaggio decorativo che abbina sacro e profano. La mostra proposta dalla Pinacoteca Züst di Rancate e i testi di approfondimento contenuti nel catalogo, che accompagnano una scelta di pezzi significativi, pongono l'accento sulla specificità delle scagliole ticinesi rispetto a quelle italiane: lo sfasamento temporale tra le due produzioni consente infatti a quella ticinese di risentire del mutato clima culturale.