Solitudine Libri
Libri con argomento Solitudine Storia della filosofia occidentale
Solitudine ed esistenza. Kierkegaard, Nietzsche, Unamuno, Heidegger, Jaspers, Sartre, Camus, Marcel, Berdjaev, Abbagnano Carrara Carlo - Petite Plaisance, 2015 - Il Giogo
Che cos'è la solitudine? Perché la solitudine è così inscindibilmente legata con l'esistenza umana? Quali e quante solitudini vive l'uomo di questo tempo? In che termini si può parlare di solitudine per l'autenticità e di isolamento dell'inautenticità? Come definire la solitudine in quanto isolamento positivo e l'isolamento in quanto solitudine negativa? Attraverso l'analisi delle opere fondamentali dei maggiori precursori e rappresentanti della filosofia contemporanea dell'esistenza, e con un linguaggio semplice e chiaro, questo libro offre la possibilità di riflettere sul problema e sull'esperienza della solitudine, profondamente connessi con le questioni del fondamento e del senso dell'esistenza umana, con la sua dimensione autentica e con quella inautentica, con il modo di essere individuale, personale, sociale e religioso dell'uomo, con la realtà della sua morte e con la verità del suo destino ultimo.
Morali influenze della solitudine. Sopra lo spirito e il cuore Zimmermann Giangiorgio Pirro M. (Cur.) - Mimesis, 2018 - Alemanna
Le "Morali influenze della solitudine sopra lo spirito ed il cuore" di Johann Georg Zimmermann (1728-1795) sono uno dei testi di riferimento canonico nella discussione sui benefici e i danni della solitudine che si svolge nella cultura europea a partire dalla metà del Settecento. Nella linea di quei "medici filosofi " autori di un capitolo importante dell'antropologia illuministica, Zimmermann colloca al centro della sua speculazione le interazioni fra vita del corpo e rappresentazioni mentali. Il ritiro dalle cure e dagli obblighi della vita associata implica non il rifugio in una dimensione antisociale ed egoistica, ma un'astensione temporanea dalla socievolezza, con l'obiettivo di restituire all'uomo la piena sovranità su se stesso, messa a rischio dalla radicalità dei fenomeni di modernizzazione che segnano il superamento dell'orizzonte feudale. La traduzione di Carlo Villa, che si basa su un compendio in lingua francese, crea a partire dal 1819 anche in Italia le basi per una diffusa ricezione del trattato di Zimmermann.