Torino Musei Libri
Libri con argomento Torino Musei Stili artistici (non classificati per data)
Il Museo d'Arte Orientale MAO. Ediz. illustrata Bruno Andrea Ricca Franco - Allemandi, 2008 - I Grandi Musei Del Piemonte
Nel cuore della città romana e medievale, presso il Palazzo Mazzonis, storica dimora nobiliare sapientemente riadattata a moderno spazio museale, il 5 dicembre 2008 ha inaugurato il Museo d'Arte Orientale di Torino. Completato il restauro degli apparati decorativi e il recupero delle componenti architettoniche, l'allestimento si sviluppa fluidamente attraverso spazi comunicanti ma distinti, nei quali i più aggiornati criteri museografici dialogano con gli oggetti d'arte. La collezione permanente, composta oggi dalle oltre 1.500 opere provenienti da preesistenti collezioni e da un'importante campagna di acquisti sostenuta dal Comune di Torino, dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Torino Musei e incrementata grazie all'intervento della Compagnia di San Paolo, si distribuisce in cinque distinte gallerie, ciascuna dedicata a un'area culturale ben definita. Dalla produzione artistica dell'Asia meridionale, così fortemente influenzata dal pensiero filosofico e religioso indiano, alla visione del mondo di matrice tantrico-buddhista che emerge dagli oggetti provenienti dalla regione himalayana; dai bronzi rituali, dalle lacche e dalle terrecotte cinesi alla preziosità delle collezioni giapponesi, fino alla ceramica, all'eleganza calligrafica e ai preziosi tessuti dei Paesi islamici dell'Asia, il Museo d'Arte Orientale di Torino offre ai suoi visitatori la globalità della tradizione artistica asiatica declinata nella sua varietà.
Il Museo di antropologia criminale «Cesare Lombroso». Ediz. illustrata Montaldo S. (Cur.) - Silvana, 2015 - Cataloghi Di Mostre
A cinque anni dall'apertura al pubblico del museo creato da Cesare Lombroso (Verona, 1835 - Torino, 1909), questo volume ripercorre la storia del museo antropologico-criminale torinese, insieme a un'ampia presentazione delle sue celebri collezioni. Sorto all'epoca dell'unificazione italiana come collezione privata di un giovane studioso che divenne noto per le sue teorie sul delinquente-nato, e caduto poi in un cono d'ombra a seguito del completo superamento delle teorie scientifiche sottese, è stato riscoperto a partire dagli anni '70 come straordinario deposito di beni culturali e di testimonianze della cultura positivistica di fine Ottocento. Dalle ricerche condotte sui suoi materiali, è stato possibile ricostruire la vicenda di celebri reperti e si è potuto cogliere appieno il valore delle collezioni, che annoverano, tra gli altri, disegni e sculture di art brut, fotografie giudiziarie e spiritiche, corpi di reato, ritratti, ceramiche e studi sui tatuaggi, in un intreccio quasi inestricabile tra saperi diversi.