Valpolicella Libri
Libri con argomento Valpolicella Guide a musei, siti storici, gallerie e siti artistici
Le pietre raccontano... in Valpolicella. Guida ai luoghi del marmo e del vino di Verona romana De Frenza Mareva - Cierre Edizioni, 2021
La storia che ha come protagonista il commerciante di vino Tenatio Essimno fa da cornice a un itinerario archeologico alla scoperta delle iscrizioni romane della Valpolicella, in provincia di Verona. Un ampio e fertile territorio collinare che non sfuggì all'attenzione dei Romani, i quali ne apprezzarono il vino, ne sfruttarono le cave di pietra, lasciando numerose tracce del loro passaggio. La maggior parte delle iscrizioni qui rinvenute e giunte fino a noi è conservata nei musei di Verona, ma diverse giacciono ancor oggi silenziose nei luoghi originari, oppure reimpiegate poco distante, in attesa di qualcuno che le sappia "ascoltare". Questa guida suggerisce l'itinerario più adatto, tra verdi colline e filari di viti, per raggiungere queste antiche testimonianze scolpite nella pietra. Anche in bicicletta. Inoltre, è un supporto indispensabile per leggere e decifrare le iscrizioni latine, non sempre facili da comprendere. Il tutto accompagnati dal nostro Tenatio Essimno, un personaggio realmente esistito la cui vicenda viene narrata dall'autrice con una ricostruzione di fantasia che si è avvalsa dello studio attento e puntuale delle fonti.
San Giorgio di Valpolicella. Guide di storia e arte veronese (2014). Vol. 2 Brugnoli Pierpaolo Brugnoli Andrea - Editrice La Grafica, 2014
San Giorgio di Valpolicella, noto soprattutto per la pieve romanica, è un particolarissimo abitato della Valpolicella, probabilmente centro religioso del pagus Arusnatium in età romana e che venne fortificato nel primo medioevo. Rispetto a precedenti opere di divulgazione dedicate a San Giorgio, la guida si caratterizza per un significativo spostamento dell'attenzione dalla pieve al complesso dell'abitato. Entro le vicende del castello è infatti possibile comprendere appieno il significato di un monumento come quello della stessa pieve e del notissimo ciborio qui ricostruito, realizzato nella prima fase del regno del re longobardo Liutprando.