Vandali Libri
Libri con argomento Vandali SCIENZE UMANE
I Vandali Macdowall Simon - Leg Edizioni, 2019 - Le Guerre
Il 31 dicembre 406 un numeroso gruppo di tribù germaniche passò il Reno, penetrò oltre le difese romane e cominciò a razziare la Gallia, mettendo a sacco le odierne Metz, Arras, Strasburgo. Tra queste tribù vi erano i vandali che, alla ricerca di una nuova patria, intrapresero un'odissea dai tratti davvero epici. I romani erano incapaci di frenarli e, in marcia attraverso la Gallia con i loro alleati alani, valicarono i Pirenei e si resero signori della penisola iberica. Ma presto questo nuovo regno si trovò sottoposto all'intensa pressione dei visigoti, alleati di Roma. Nel 429 il nuovo re Genserico condusse dunque il suo popolo al di là dello stretto di Gibilterra, in Africa. Rapidamente la ricca provincia romana fu conquistata e divenne sede di un regno stabile, che si posizionò con forza nel Mediterraneo occidentale, giungendo con facilità a saccheggiare l'Italia, come accadde nel celebre sacco di Roma del 455. Nel 533 la conquista del bizantino Belisario avrebbe cancellato dalla storia questo regno di guerrieri, che l'autore riporta alla memoria attraverso analisi approfondite e una narrazione brillante, con particolare attenzione per l'evoluzione degli eserciti dei vandali e la loro strategia bellica.
Guerrieri, mercanti e profughi nel mare dei vandali. Atti del Convegno internazionale (Messina, 7-8 settembre 2009). Ediz. italiana e inglese Aiello V. (Cur.) - Dicam, 2014 - Pelorias
Il volume riunisce le relazioni presentate in occasione del Convegno tenutosi a Messina nei giorni 7-8 settembre 2009 presso il Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università degli Studi di Messina. L'importante manifestazione, organizzata e coordinata da Vincenzo Aiello, ha avuto come tema "Guerrieri, mercanti e profughi nel Mare dei Vandali": ad essa hanno partecipato studiosi e specialisti di varia formazione scientifica, storici tardoantichisti ed archeologi. Ne è emerso un quadro variegato che ha riesaminato la topica immagine negativa della dominazione vandala alla luce dei risultati dell'indagine storica ed archeologica degli ultimi cinquant'anni.
Il secolo dei vandali. Storia di un'integrazione fallita Roberto Umberto Traina G. (Cur.) - 21 Editore, 2020 - Aspettando I Barbari
A distanza di tanti secoli, il nome dei Vandali evoca ancora immagini di furia distruttrice e ottusa violenza, quasi ad inquietante emblema di barbari invasori che annientarono un mondo di sublime civiltà. Sotto il nome dii Vandali, che dal 439 al 534 dominarono le ricche province dell'Africa romana, si cela una miscela di genti che costituiscono un'alterità affascinante rispetto ad altri popoli barbarici. Conservando la ricchezza delle città e delle terre conquistate, i Vandali fecero di Cartagine la loro splendida capitale e si assimilarono presto ai costumi e alla cultura raffinata dei loro sudditi romani. Apprezzarono il fascino opulento dell'Africa tardoantica, ma ebbero paura di esserne corrotti per l'esiguità del loro numero. Così, fin dal tempo del loro grande re Genserico, costruirono argini per contenere il rischio di un'integrazione troppo rapida. Si chiusero nell'isolamento dei loro spazi e nell'illusione di una missione storica fondata sulla custodia della loro religione, l'arianesimo. La chiusura li condannò a una irreversibile debolezza; e caddero soli, abbandonati dai sudditi, quando una spedizione imperiale bizantina riuscì nella riconquista di Cartagine. Dopo aver vissuto intensamente il loro 'secolo', i Vandali sparirono dalla storia del Mediterraneo tardoantico, scontando, perfino nella lugubre memoria delle loro imprese, il rifiuto di un'integrazione con le genti che avevano dominato.