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Bruciare libri. La cultura sotto attacco: una storia millenaria Ovenden Richard - Solferino, 2021
La memoria nasce con la civiltà, e così la sua conservazione. Non a caso la storia narrata in questo libro parte da Assurbanipal e arriva fino a oggi. L'atto del conservare non è mai neutrale: già il re assiro faceva della sua biblioteca un segno e uno strumento di potere. Ancora meno neutrale è l'atto del distruggere: i roghi nazisti di libri ne sono l'esempio più tristemente celebre. Ma c'è un altro modo, meno plateale, per cancellare un patrimonio: non prendersene adeguata cura. Gli episodi «distruttivi» di diversa natura sono cresciuti, in frequenza e intensità, nell'era moderna, e da quando il digitale ha squadernato le sue immense potenzialità. Risultando, al contrario, l'ennesima minaccia, e forse la più insidiosa. La trasmissione delle idee, la certezza del diritto, la ricostruzione della storia dipendono da biblioteche e archivi. Ogni offesa, per intenzione o per incuria, a questi luoghi, mette in pericolo l'accesso ai fondamenti della nostra identità. Dal mitico incendio della biblioteca di Alessandria allo scandalo Windrush: ognuno degli episodi narrati in questo libro dimostra che per accertare la verità bisogna conservarla e per far crescere il sapere bisogna diffonderlo, e che senza biblioteche e archivi in buona salute nessuna delle due cose è possibile. Secondo Thomas Jefferson «chi riceve un'idea da me impara qualcosa senza togliermi nulla; allo stesso modo, chi accende il suo stoppino dal mio riceve luce senza lasciarmi nell'oscurità». Le biblioteche e gli archivi mantengono questa promessa e, se oggi questa fiamma continua a vivere, lo dobbiamo a chi li ha protetti. Persone coraggiose, dotate di curiosità, iniziativa, senso di responsabilità, oppure disobbedienti: se Max Brod avesse rispettato le disposizioni testamentarie dell'amico Franz Kafka, non avremmo mai letto Il processo. Questo libro è un ispirato manifesto in difesa dei luoghi che conservano la cultura, un omaggio agli uomini che hanno creduto, spesso a caro prezzo, nella loro funzione essenziale per la società tutta.
Biblioteche del mondo antico. Dalla tradizione orale alla cultura dell'Impero Andrisano A. M. (Cur.) - Carocci, 2007 - Lingue E Letterature Carocci
Nelle "Rane" di Aristofane (405 a.C.) Dioniso, dio del teatro, affermava di aver letto e apprezzato l'"Andromeda", una tragedia euripidea. I libri circolavano già all'epoca e si vendevano. Ma quale e quanta era la diffusione? Gli scrittori avevano biblioteche personali? Secondo quali modalità si conservavano i testi letterari e scientifici? A queste domande cerca di rispondere, anche solo per via indiziaria, il volume. A partire dalla "biblioteca orale" dei primordi il tentativo è quello di ricostruire piccole sezioni di biblioteche reali o virtuali attraverso l'analisi dei testi di scrittori e poeti a partire da Aristofane fino a Virgilio, Luciano, Aulo Gellio.
Storia della Biblioteca Nazionale di Firenze (1859-1885) Del Bono Gianna - Vecchiarelli, 2013
Storia della Biblioteca Nazionale di Firenze (1859-1885) - Vecchiarelli