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- 9788861249066 Chiesa delle origini, Chiesa del futuro
Gli antipapi del grande scisma d'Occidente Galli Antonio - Sugarco, 2011 - Argomenti
Con Grande Scisma d'Occidente s'intende la crisi dell'autorità papale che dal 1378 al 1417 lacerò la Chiesa occidentale. Un periodo segnato da rivalità dottrinali, violente deportazioni di legittimi pontefici, fazioni in lotta fra loro, doppie elezioni e dall'incertezza in alcuni periodi della legislazione canonica sulla elezione dei papi, ma, soprattutto, dalla dispotica e spesso armata ingerenza di basileus bizantini, re francesi, imperatori tedeschi, nobili e signorotti dell'Urbe e dintorni e, infine, dal partito avignonese. Da questione puramente ecclesiastica, il conflitto si trasformò in una crisi politica di dimensioni continentali, tale da orientare alleanze e scelte in virtù del riconoscimento che i sovrani europei tributavano all'uno o all'altro pontefice. Il dilemma provocato dallo scisma coinvolse anche grandi personalità religiose, quali i santi Caterina da Siena e Vincenzo Ferrer. L'elezione di papa Martino V, l'11 novembre 1417, rappresentò la definitiva ricomposizione del Grande Scisma d'Occidente: Roma fu ripristinata quale sede naturale della Cattedra Apostolica e Avignone chiuse la sua esperienza di centro della cristianità.
L'infamia e il perdono. Tributi, pene e confessione nella teologia morale della prima età moderna Lavenia Vincenzo - Il Mulino, 2004 - Il Mulino/Ricerca
Il volume illustra il contesto in cui nacque, alla fine del medioevo, la separazione tra colpa e pena, tra peccato e reato, tra penitenza e punizione terrena. Con l'attacco del conciliarismo agli effetti delle scomuniche si avviò una riflessione che nel XVI secolo fu alla base della critica degli abusi dell'Inquisizione, della sua pretesa di violare il sigillo della confessione e di imporre pene (come la confisca) che colpivano innocenti. La crescente capacità coercitiva dei tribunali ecclesiastici e civili spinse teologi e canonisti cattolici a ridisegnare il ruolo della confessione.