Varlin Libri
Libri con argomento Varlin di Genere Arti
L'uomo si ammala, quando l'occhio si annoia. Testi e lettere Varlin Guggenheim P. (Cur.) Eichelberg T. (Cur.) - Le Lettere, 2007 - Atelier
Una sequenza di scritti di Varlin (per la cura della figlia Patrizia Guggenheim e Tobias Eichelberg) è un'occasione per accostare l'orizzonte emozionante di questo artista nello scenario del Novecento. In una situazione di "svizzerità", di suissitude, come in una sorta di non luogo, di esonero dalla storia, Varlin è l'espressione più radicale di una pittura in figura, quasi un punto di non ritorno di una realtà che ha il battito e la malattia della vita. Negli scritti (alcuni testi, i viaggi come il memorabile soggiorno a Napoli, lettere alla moglie Franca) si ritrovano, quasi in frammenti di racconto, i connotati espressivi della pittura di Varlin: la pittura come totalità di "ritratto"; la filosofica imperfezione della vita che accade; la frontiera dell'ironia, della "vanitas"; il grigio come non colore dell'esistenza. Oltre le interpretazioni, verso ciò che è troppo grande e commovente, Varlin è stato amato in testi testimoniali, di scrittori: Max Frisch e Friedrich Dürrenmatt in Svizzera; e in Italia il pathos di Giovanni Testori, l'acuta partecipazione di Vittorio Sgarbi.
La cenere e il niente. Scritti per Varlin Testori Giovanni - Le Lettere, 2009 - Atelier
Con il titolo "La cenere e il niente. Scritti per Varlin" si viene quasi a presentareun trittico novecentesco, consequenziale di Giovanni Testori sull'arte del Novecento, accanto ai due libri precedenti: "La cenere e il volto. Scritti sulla pittura del Novecento", "La cenere e la carne. Scritti sulla scultura del Novecento" (con prefazione di Vittorio Sgarbi). Un viaggio psichico, tematico, espressivo nell'arte del Novecento dove la scrittura è accadimento vissuto, evento nella dialettica senza fine della luce e dell'ombra. Luogo e non luogo di questi testi testoriani è Bondo (Canton Grigioni - Svizzera) dove la pittura di Varlin arriva a una "grande deflagrazione", ultima soglia, congedo. Nella scena oggettuale, incorporea, Giovanni Testori ama richiamare la grande triade in figura: l'indicibile interiorizzazione di Giacometti, la tragica immanenza di Bacon, la sconfinata lingua del corpo di Varlin.
Varlin. L'ironia, la cenere, il niente. Catalogo delle mostra (Legnano, 5 maggio-1 luglio 2007). Ediz. illustrata Arensi F. (Cur.) Guggenheim P. (Cur.) - Silvana, 2007
Nel trentennale della morte e della sua prima importante mostra italiana, curata da Giovanni Testori, Palazzo Leone da Perego (Legnano) dedica un'ampia antologica al maestro zurighese Willy Varlin (1900-1977), fra le più importanti e influenti voci del Novecento europeo. Il volume monografico raccoglie oltre cinquanta opere del maestro, alcune delle quali inedite, come il primo lavoro giovanile, Ritratto di uomo con cappello del 1921, e l'ultimo quadro realizzato prima della scomparsa, Stare a letto del 1976. I grandi e spaziosi paesaggi italiani, le vedute di Bondo, le figure allungate ed eleganti delineano il percorso artistico di un grande poeta dell'immagine e straordinario ritrattista; a proposito dei suoi modelli, fra cui Frisch, Dürrenmatt, Cartier Bresson, Testori, l'artista scrisse: "col tempo scopro il masochismo degli intellettuali che vengono a farsi fare il ritratto da me. La loro gioia autolesionista me ne porta sempre nuovi. L'associazione dei danneggiati di Varlin annovera nomi sempre più illustri". A introduzione del catalogo sono ordinati testi di Flavio Arensi, Stefano Crespi, Friedrich Dürrenmatt, Vittorio Sgarbi, Roberto Tassi, Giovanni Testori.