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Derdeba Lapassade Georges Di Mitri G. L. (Cur.) - Besa Muci, 2022 - Riflessi
Conosciuta già dal XVIII secolo, la derdeba o lila è un rituale di possessione praticato da alcune comunità musulmane di origine nero-africana, gli Gnawa, nel Marocco e in altre nazioni del Maghreb. L'autore - uno fra i massimi conoscitori di questo misterioso e affascinante universo sincretico afro-mediterraneo - descrive analiticamente questo rituale in comparazione con i fenomeni paralleli di possessione diffusi in area africana (bori, zar, vaudoun). Questo breve trattato, pubblicato in Marocco alla fine degli anni '90 e qui nella sua prima traduzione italiana, è una specie di "porta sul mistero" che consente anche un approccio agli altri fenomeni di transe rituale diffusi nel mondo, un vero e proprio testo di "iniziazione" alla danza degli Gnawa e alle divinità che popolano il loro pantheon sincretico.
Derdeba. Musica, transe e possessione fra gli Gnawa del Maghreb Lapassade Georges - Besa Muci, 2003 - Verbamundi
Derdeba. Musica, transe e possessione fra gli Gnawa del Maghreb - Besa muci
Derdeba Lapassade Georges Di Mitri G. L. (Cur.) - Besa Muci, 2009 - Astrolabio
Conosciuta già dal XVIII secolo dal Saint-Gervais e da Boissier de Sauvages, la derdeba o lila è un rituale di possessione praticato da alcune comunità musulmane di origine nero-africana, gli Gnawa, nel Marocco e in altre nazioni del Maghreb. Tale rituale è analiticamente descritto dall'autore - uno fra i massimi conoscitori di questo misterioso e affascinante universo sincretico afro-mediterraneo - in comparazione con i fenomeni paralleli di possessione diffusi in area africana (bori, zar, vaudoun). Nella sua essenzialità e nella sintesi complessiva che riesce a fornire del fenomeno, quest'opera è una specie di "porta sul mistero" che consente pure un approccio agli altri fenomeni di transe rituale diffusi nel mondo. Pubblicata in Marocco alla fine degli anni '90, il libro può considerarsi un vero e proprio testo di "iniziazione" alla danza degli Gnawa e alle divinità che popolano il loro pantheon sincretico al confine fra l'agiografia dei santi islamici e le radici animiste dell'antico e mitico "Grande Sudan": la terra originaria dei Bambara e delle altre etnie deportate in schiavitù dagli arabi verso il Nord Africa nel corso dei secoli. La lettura di questo breve trattato è una suggestiva esplorazione delle notti di Essawira percorse da ritmi incessanti dei tamburi e dei crotali, dai profumi degli incensi cerimoniali e dalle presenze inquietanti di geni possessori come Abdelkader Jilali e Lalla Mimouna.