Isola Del Liri Libri
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Isola del Liri. Le sette bocche del regio palazzo e il declino delle cascate. Ediz. speciale Iafrate Amleto Iafrate Edmondo - Iafrate Amleto (Aut), 2024
Nel 1797, il castello Della Rovere-Boncompagni d'Isola (del Liri) diventò un regio palazzo per decreto di Ferdinando IV di Borbone. Successivamente, il palazzo fu concesso in enfiteusi a Carlo Lambert che, insieme al senatore Polsinelli, vi installò due lanifici e una cartiera posizionandoli sia all'interno che all'esterno delle mura perimetrali del palazzo. In seguito, gli immobili subirono un radicale cambiamento per opera del conte Luigi Gaetani di Laurenzana, che ideò un progetto per sfruttare le acque circostanti il palazzo attraverso sette bocche di presa. Dopo il 1923, il progetto fu realizzato da Angelo Viscogliosi. Il traffico delle acque per creare spazio per una centrale elettrica ai lati della cascata grande e l'utilizzo discutibile delle acque stesse per alimentare la centrale del Valcatoio sono tra le cause del declino delle cascate di Isola del Liri.
Isola del Liri medievale nella ricostruzione di Osvaldo Emery Zaccardelli Rita - Ginevra Bentivoglio Editoria, 2015 - Ateneo
Il presente lavoro intende celebrare Isola del Liri e le sue radici, presentando gli eventi e i personaggi che ne hanno segnato la storia e analizzando i molti dati raccolti dall'illustre ingegnere Osvaldo Emery in un volume edito nel 1935 e dedicato proprio alla cittadina del Frusinate. Le vicende di Isola Liri sono così ripercorse a partire dalle origini della città per arrivare fino agli anni Trenta del secolo scorso, evidenziando le peculiarità che l'hanno contraddistinta: in primis, il castello e la cascata naturale. Proprio la ricchezza di acque ha nel tempo agevolato la crescita di questa città fino a renderla il centro dell'industria cartaria del centro-sud, grazie alle celebri Cartiere Meridionali dirette dallo stesso Emery.
Lo stabilimento di Trito. Nella terra d'Isola Iafrate Amleto Iafrate Edmondo - Iafrate Amleto (Aut), 2021
Lo stabilimento di Trito sito nel centro storico dell'attuale Isola del Liri iniziò l'attività nel 1819 per opera di Don Giuseppe Mazio, zio del poeta Gioachino Belli. Nel 1837, lo stabilimento passò nelle mani di Errico Mignot, che lo ebbe a sua volta in fitto da Don Carlo Marsella, prima, e da Donna Luisa Belmonte, poi, e dagli eredi di costei, successivamente. La storia dello stabilimento si intreccia con quella delle famiglie Mazzetti Marsella, Silvestri, De Vito Piscicelli e Mangoni di Santo Stefano. La proprietà e la gestione dell'attività cartaria divenne infine, dal 1888, dei Mancini. Si passa freneticamente da successi incontestabili a momenti cruciali, dettati da aste giudiziarie, sorteggi, litigi e divisioni di beni. Solo nel 1953 l'opificio assumerà il nome di "Cartiera di Trito". La storia produttiva della cartiera e le tortuose vicende che l'hanno caratterizzata vengono descritte - nel libro - fino alla vigilia della crisi del settore cartario del 1975, seppure non manchi qualche richiamo ad alcuni determinanti episodi successivi.