Meta Di Sorrento Libri
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Naufragi e scomparizioni in mare. Dai registri degli atti di morte del comune di Meta (1866-1917) Imperato Fortunato - Con-Fine Edizioni, 2010
Fortunato Imperato ha trascritto dai Registri degli Atti di Morte conservati nell'Archivio Storico del Comune di Meta tutti i casi di naviganti morti o scomparsi in mare dall'Unità d'Italia alla Grande guerra. Dalle tabelle che egli ha compilato, e dalla trascrizione dei rapporti consolari o delle testimonianze rese ai tribunali marittimi, emerge - senza bisogno di commenti - l'imponente lavoro della popolazione di Meta, impegnata a costruire grandi bastimenti a vela e farli navigare su tutte le rotte oceaniche, come pure il prezzo in sacrifici e vite umane, pagato dalla comunità. Già solo scorrendo i nomi dei porti, le rotte, i carichi e le destinazioni - non sempre raggiunte ci si rende conto di quanto ampia fosse nel XIX secolo la rete di relazioni mercantili in cui erano inserite le società di navigazione della Penisola sorrentina.
La Basilica di S. Maria del Lauro a Meta - Longobardi, 2000 -
La Basilica di S. Maria del Lauro a Meta - Longobardi
Meta. Velieri, pellegrini e santi D'aiuto Gabriella - Abe, 2026 - Paesi Della Campania
"Ed eccoci a Meta, dentro il percorso lungo e largo di una vita, inseguendo la vivacissima e dolce memoria innamorata di Gabriella D'Aiuto. Ella vi raccoglie un dono immenso, il tesoro dell'eredità della sua genealogia che viene da Dio, attraversando il tempo dell'amore e del dolore, della gioia e della "fatica del vivere". È impressionante la carica vitale dell'amore familiare che lega, in una meravigliosa fusione, le esperienze, le intelligenze, le storie, la vita e la morte e le conserva e le sigilla con il desiderio inesausto, supremo, di eternità. Il passato, il presente, il futuro vengono dalla stessa sorgente, convergono e seguono nell'unica direzione, aspirano, insieme, al ritorno alla medesima origine. L'intero orizzonte della sua vita si muove con perfetta intensità emotiva ed affettiva, dentro il "fuoco" di una filialità tenerissima, saldata profondamente alla maternità e alla paternità, l'una e l'altra illuminate dall'Amore e provate dal Dolore in una stretta che rende immortale il ricordo. La mamma morta giovanissima lascerà nel cuore di Gabriella una ferita profondissima che viene interiorizzata fino alle radici dell'anima e viene trasfigurata nella venerazione per la Madonna del Lauro, Protettrice di Meta e in una preziosa molteplicità di meravigliose figurazioni e rappresentazioni artistiche della Vergine Madre e del Bambino Gesù. Anche il papà, violinista e direttore d'orchestra, a lungo trepidamente atteso negli anni d'infanzia di ritorno dagli orrori della guerra e dalla dolorosa prigionia in Germania, Gabriella ha innalzato "l'inno della memoria" impastato di sorriso e di pianto. Pubblica, nel 2018, "Musica oltre la Guerra - Babbo, raccontaci ... " che illumina la figura paterna che si muove dalla natìa Cardile, nel cuore del Cilento, per incontrare la sposa e generare la vita e la storia dei quattro figli. "Ancora oggi, scrive Gabriella, mio padre con la sua musica o con il ricordo della sua voce ci tiene uniti come bambini". E da allora, mentre il papà suonava il violino, " [...] io mi sentivo privilegiata per via di quella sensazione di libertà interiore: era un flusso impetuoso che non si sarebbe mai fermato fino ad arrivare alle porte di Dio". L'incontenibile impeto di poesia, di arte, di musica, di canto, di sogno, di preghiera ancora conserva e moltiplica l'antica energia dell'infanzia, custodita, da allora, e benedetta dalla Croce, innalzata sulla sommità della "collina dei Calvani" ... di fronte a Capri, il mare delle sirene ...". È persistente e sempre vivo nell'inesauribile "desiderio di conoscere", il bisogno intenso di Trascendenza, "di rincorrere e ritrovare Dio nell'abisso del proprio io". E in questa relazione umano-divina, animata dal Rosario, dalle Preghiere serali e ai canti, ritorna sempre, anche dopo decenni, l'empatia dialogica con il papà, con la mamma, con il figlio Daniele, erede del prezioso dono della musica che rinnova, ricrea ed esalta con la fisarmonica nelle piazze, e con l'organo nelle cattedrali, la tradizione esemplare del nonno amato. A questi protagonisti nell'intimità familiare della vita e dell'amore si accompagnano i nonni, i cugini, gli amici, una costellazione tenerissima di volti, di identità di momenti esistenziali, rivissuti nell'incanto della Bellezza. Nel mondo di Gabriella D'Aiuto tutto si tiene nell'abbraccio forte che stringe esperienza, attività professionale, iniziative multiformi di arte - mostre, affreschi, graffiti, murali, pensieri poetici - in una comunicazione narrativa delicata e profonda che promette, pur nella "notte sul mondo" e l'oltraggio spaventoso al Bene, il sopraggiungere della Luce, annuncio della pienezza della Verità, della Libertà, dell'Amore." (Davide Nava)