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Anna Seghers, la spietata lotta per la felicità assoluta. 1900-1983. La vita straordinaria, dura e avventurosa di una scrittrice marxista Rossi Davide - Pgreco, 2018 - Pgreco
La vita della scrittrice marxista Anna Seghers è dura e avventurosa. Nata il 19 novembre 1900 a Magonza, è inseguita dai nazisti che la vogliono morta e bruciano i suoi libri. Amica di Tina Modotti e di Frida Kahlo, di Jorge Amado, di Pablo Neruda e di Nazim Hikmet, è fondatrice della DDR, di cui diventa presidentessa dell'Unione degli Scrittori, un compito che assolve dal 1952 al 1978 con la determinazione e la libertà che la portano ad affermare l'imprescindibile necessità di "respirare alla luce delle parole", cercando di promuovere all'interno della letteratura orientata al realismo socialista spazio per l'immaginario e la fantasia. Molti i suoi romanzi e i suoi racconti, tra i più noti: "La rivolta dei pescatori di Santa Barbara", "La settima croce" e "I morti restano giovani", tradotti in svariate lingue ed editati in moltissimi paesi. Si spegne il 1° giugno 1983, in quella Berlino che è capitale della nazione che ha contribuito ad edificare. Oggi è tornata d'attualità una letteratura etico-politica e certamente Anna Seghers, per la quale il socialismo è "la spietata lotta per la felicità assoluta", ne è tra le più rilevanti esponenti. Presentazione di Micaela Latini e introduzione di Emilio Sabatino.
Per una «trasformazione delle forme epiche». La prosa di Anna Seghers dagli esordi al termine dell'esilio Gheri Paola - Edizioni Ets, 2024 - La Modernità Letteraria
Considerata una delle maggiori narratrici del Novecento tedesco, Anna Seghers (1900-1983) offre alla critica e ai lettori un'opera ineguale. L'adesione della scrittrice di Mainz al socialismo della ex Repubblica Democratica Tedesca, di cui negli anni Cinquanta diviene una delle rappresentanti ufficiali, ha pesantemente influenzato sia l'estetica di ciò che scriverà da ora in poi, sia la ricezione della sua intera produzione letteraria. Con l'intenzione di proporre un'ipotesi interpretativa libera da ogni condizionamento ideologico, il presente volume prende in esame una scelta di testi che, anteriori alla decisione di Seghers di abbracciare il socialismo, si collocano fra gli inizi letterari e il suo rientro in Germania dall'esilio. Senza abbandonare modelli narrativi tradizionali, queste opere sviluppano un'idea poetica fortemente unitaria e innovativa, grazie alla quale, in sintonia con la "crisi del libro" teorizzata da Walter Benjamin, s'inseriscono a tutti gli effetti in quel decisivo processo di rinnovamento delle forme epiche che contraddistingue la modernità letteraria europea.
I giacobini e l'eguaglianza. Il pensiero di Robespierre e i racconti caraibici di Anna Seghers Rossi Davide - Pgreco, 2017
Davide Rossi ripercorre con passione la storia dei giacobini francesi, di Maximilien Robespierre e dei giacobini caraibici, grazie ai racconti di Anna Seghers: "Le nozze ad Haiti" (1 948), "Ristabilimento della schiavitù in Guadalupa" (1 952) e "La luce sul patibolo" (1961), capaci di restituire alla storia un personaggio eccezionale e troppo spesso dimenticato come Toussaint Louverture. Decisi a costruire l'eguaglianza, i giacobini aboliscono la schiavitù e concedono il diritto di voto a tutte e tutti, nessuno escluso, dagli ex schiavi africani alle donne e agli uomini francesi di ogni condizione sociale, anche analfabeti e poveri. Tutto questo è insopportabile per la borghesia, che aveva fatto la Rivoluzione per prendere il potere e dopo la breve stagione giacobina se ne riapproprierà, nascondendo dietro un'eguaglianza solo formale, una sostanziale diseguaglianza. Col potere della borghesia inizia anche la falsificazione e la condanna storica dei giacobini. Tuttavia il loro impegno per l'affermazione dell'eguaglianza è stato uno dei punti più alti della vicenda umana, un momento decisivo nel percorso di emancipazione dì masse per secoli oppresse e senza nome, un caposaldo imprescindibile per tutte le esperienze socialiste del Novecento. L'eguaglianza dunque, ieri come oggi, come dimensione ideale e concreta per costruire una società davvero giusta e libera.