Libri di Romano Bettini
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L'Occidente dentro l'Islam Bettini Romano - Franco Angeli, 2007
L'Islam o i vari Islam, come generalmente si precisa, non hanno oggi, tolta la religione musulmana, una cultura tutta propria. Infatti, se per cultura si intende l'insieme dei modi cui una società ricorre per risolvere i suoi problemi, l'Islam di fatto oggi identifica questi modi nei mezzi di trasporto, nei massmedia, negli strumenti di comunicazione, nell'elettrificazione, nella medicina, nella tecnologia, in buona parte nei modelli legislativi del mondo occidentale. Insomma l'Islam non ha attualmente modelli culturali alternativi a quelli occidentali, ormai globalmente prevalenti. La violenza scatenata con il terrorismo islamista esprime solo un fenomeno di deculturazione, di manipolazione della religione, di velleitario protagonismo storico, e non una proposta politica e culturale maturata in un credibile ritorno al sacro. Anzi, il sacro islamico appare anacronisticamente ispiratore di violenza e negazione della libertà religiosa. Si potrebbe dire che la cultura islamica si riduce a cultura occidentale meno il divieto di apostasia e di proselitismo non musulmano; un divieto che l'homo islamicus supera solo emigrando nei paesi occidentali, in cui sperimenta la fruizione completa dei diritti umani in genere e della libertà religiosa in particolare. Romano Bettini insegna Sociologia del diritto all'Università Roma Tre e Sociologia della devianza all'Università S. Pio V di Roma.
L'Islam come religione a potere temporale Bettini Romano - Franco Angeli, 2011 - Confini Sociologici
Le rivolte popolari nei paesi arabi del gennaio-febbraio 2011 hanno reclamato la fine delle tirannidi e riforme costituzionali democratiche. Le loro cause economiche e politiche, come rivolte "della fame" e per diritti e democrazia, nonché l'assenza apparente di regie religiose e antioccidentali, hanno indotto ipotesi di incipienti novità storiche nella cultura politica del mondo islamico paragonabili alla laicizzazione della Turchia. Ma il macigno della storia continua ad incombere sull'Islam; il volume concentra dunque l'attenzione sull.emblematicità del suo potere temporale, o colonial-totalitarismo religioso, di per sé poco adatto per una genuina testimonianza dell'aldilà. Si tratta di un aspetto presente geneticamente nell'esperienza storica dell'Islam, avviata militarmente nel VII secolo e proseguita con successo fino all.VIII, dettando ancor oggi legge morale e giuridica a credenti e non credenti dei territori conquistati. Ci si chiede dunque se non si sia ormai giunti alla fine non della religione islamica, ma di questo potere temporale o colonial-totalitario religioso, assediato negli ultimi due secoli dalla modernità occidentale, dai prodotti materiali di questa, dai suoi servizi, dalla sua cultura scientifica e tecnologica; ma assediato soprattutto dalla sua cultura giuridica, dal suo diritto, che intende l'"altro" come pari e non come "infedele", o minoranza religiosa "protetta", colonizzata, tollerata, sempre discriminata e perseguitata.
Una «religione-stato». L'Islam come dottrina politica Bettini Romano - Aracne, 2014 -
Il volume discute l'Islam non come pura religione ma come ibridazione tra politica e religione, come "religione-stato", dalla sua fondazione maomettana nel 622 d.C.; e quindi come dottrina politica sostenente l'uso teocratico di una religione configurabile come monoteismo armato. La discussione è centrata sull'attuale condizione dell'Islam, passato da impero a terzo mondo, con l'eccezione della Turchia kemalista, ed oscillante politicamente tra rivoluzione sciita iraniana e primavera araba prossima all'occidentalizzazione costituzionale. Anche per l'Islam insomma il diritto positivo sembra così sempre più ispirato, nell'era della globalizzazione, da un idealtipo costituzionale occidentale in cui sono vincenti i valori della democrazia e dei diritti umani, sostenuti dai risultati positivi di una cultura espansiva senza frontiere perché proficua per tutti, contro cui il passato islamico gioca talora, ahimé, solo la carta insanguinata di un jihadismo senza futuro.