Libri di Gianluigi Ciotta
Bibliografia di Gianluigi Ciotta: tutti i libri in vendita online con argomento Architettura EUROPA
Acquista ora per ampliare la tua conoscenza architettonica.
Prossime uscite su ARCHITETTURA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788894152715 Atlas of emerging practices. Being an architect in the 21st century
- 9788889955789 Architettura in bianco e nero
Al-Andalus omeyade (714-929). Architetture, cultura urbana e territorio Ciotta Gianluigi - Franco Angeli, 2017 - Storia Dell'archit. E Delle Città. Studi
Alla fine dell'Emirato omeyade (929), il processo di islamizzazione di al-Ándalus era ampiamente diffuso, sebbene con effetti diversificati e contrastanti nei vari territori. I centri urbani e le sedi episcopali ubicati lungo la linea costiera orientale della penisola iberica e quelli lungo la linea occidentale che in epoca tardoantica erano stati importanti e rinomate sedi politico-amministrative e religiose, attraversarono, per ragioni ancora non del tutto chiarite dagli esiti dei resti archeologici e dalle testimonianze scritte lacunose, un periodo di decadenza nei secoli VIII-X. Nei territori attraversati dai fiumi Guadiana e Guadalquivir, nella valle dell'Ebro, in parte dell'area del fiume Tago e nel sud-est della penisola, numerosi centri migliorarono ulteriormente le loro condizioni politico-economiche e la loro organizzazione interna, rispetto ai tempi precedenti. Soprattutto fiorenti furono i siti dislocati lungo la linea che collegava Mérida con Saragozza, passando per Siviglia, Cordova e Toledo, abitati da numerosi Musulmani (Arabi e Berberi, in prevalenza), da Cristiani convertiti all'Islamismo e da nuclei di Ebrei, frequentati da colti e pii giuristi (ulemas) che si adoperarono per diffondere la conoscenza del Corano, oltre che nel mondo islamico, anche in al-Ándalus. Queste cinque città, tutte bagnate da grandi fiumi, possedevano moschee, alcázar, palazzi governativi, zocos, barrios con strade tortuose e adarves, all'interno delle loro medine circondate da possenti mura, mentre extramuros erano sparsi arrabales privi di cinta (insediamenti rurali sorti attorno a moschee o almuníe o cimiteri fondati da membri della famiglia regnante). Tali centri urbani consolidarono lo stretto rapporto che avevano instaurato con il territorio rurale circostante sin dal momento della conquista, che si rivelò efficace nei momenti di maggiore pericolo e che dette ai loro governatori o a personaggi potenti ribelli durante il periodo della fitna (seconda metà del IX secolo) la possibilità di contrastare le spedizioni militari inviate dall'emiro, di resistere a lungo agli assedi dell'armata musulmana e di acquisire un'autonomia notevole dal potere centrale di Cordova. In questo quadro così variegato, gli emiri omeyadi non solo attuarono una politica di rinnovamento urbano favorendo la trasformazione dei siti più antichi e la fondazione di nuovi centri, ma promossero anche un'architettura così originale da affascinare i re cristiani che vollero riproporre modi compositivi musulmani di al-Ándalus, estranei alla loro cultura.
Architettura preromanica asturiana. Studi storiografici e caratteri figurali Ciotta Gianluigi - Franco Angeli, 2016 - Storia Dell'archit.E Delle Città.Ricerche
Le architetture preromaniche asturiane formano un insieme fra i più omogenei dell'Occidente altomedievale europeo. Esse mostrano motivi icnografici, sistemi costruttivi e partiti decorativi che preannunciano la successiva architettura romanica, ma simultaneamente configurano l'ultimo anello dello sviluppo della tradizione costruttiva iniziata in età paleocristiana. La coesistenza di molteplici proposte tipologiche, la creazione di sequenze spaziali, la ricerca di effetti di profondità, la tendenza a forti accenti chiaroscurali, l'uso di partiti decorativi originali sono gli elementi peculiari dell'architettura asturiana per esprimere un senso spaziale vigoroso, fortemente ancorata per un verso all'antica cultura cantabrica, ma disponibile ad accogliere, per altro verso, suggerimenti di altre popolazioni compresenti nella penisola iberica. Sulla base di questo ampio quadro di riferimenti, i costruttori asturiani realizzarono architetture i cui caratteri figurali esprimono un'arte di corte orientata a rinnovare ideologicamente, a Oviedo, i fasti dell'antica capitale visigotica di Toledo. Le dimensioni di tali opere architettoniche offrono eleganza sia nelle proporzioni sia nelle articolazioni dei volumi squadrati e ben costruiti, ed emanano, altresì, un fascino sottile reso manifesto dall'uso dei materiali edilizi colorati e variegati (pietra e mattoni). Ma è soprattutto la bellezza del paesaggio in cui tali architetture sono inserite che esalta la composizione delle masse.