Libri di Filippo Coarelli
Bibliografia di Filippo Coarelli: tutti i libri in vendita online con argomento Roma Antica Storia: dalla preistoria al presente
Collis. Il Quirinale e il Viminale nell'antichità Coarelli Filippo - Quasar, 2014
Nella conformazione urbana dei "Sette colli" il Quirinale e il Viminale rappresentano, già dal nome, un'eccezione: sono cioè gli unici denominati colles e non montes come gli altri. Questa disparità di carattere linguistico (collis indica forse un rilievo in forma di promontorio, mons un rilievo isolato) si riscontra anche a livello mitistorico, nel tradizionale collegamento di essi con la comunità sabina. Di questo carattere singolare permangono tracce fino alla scelta degli imperatori Flavi, di origine sabina, di scegliere quest'area come sede delle loro abitazioni e del tempio-mausoleo che ospitava le loro ceneri, il templum gentis Flaviae. Questo volume affronta per la prima volta in dettaglio lo studio sistematico di questo settore fondamentale della città, utilizzando l'intera documentazione disponibile (testi letterari, iscrizioni, monumenti) e fornendo un quadro affidabile e spesso interamente rinnovato della sua topografia e della sua vicenda storica.
Initia Isidis. L'ingresso dei culti egiziani a Roma e nel Lazio Coarelli Filippo - Agorà & Co. (Lugano), 2019 - Speaking Souls. Animæ Loquentes
Negli ultimi decenni gli studi sulla presenza dei cosiddetti "culti orientali" nella società romana hanno conosciuto una crescita esponenziale, generando tra l'altro una massa bibliografica che nessuno è ormai in grado di dominare interamente. Tuttavia, questo fiorire di studi - per la specializzazione estrema che ne è stata la conseguenza - oltre a costituire un progresso, in verità più quantitativo che qualitativo, ha avuto come esito una riduzione al minimo del contributo delle altre discipline e quindi delle problematiche storiche più generali. In questo volume si affronta un tema solo apparentemente marginale: la data d'introduzione dei culti egiziani a Roma e nel Lazio. In effetti, la tendenza diffusa è di posticipare questo momento iniziale oltre il ragionevole, fino al punto di sostenere l'assenza di edifici di culto isiaci in Italia prima del periodo augusteo.