Libri di Giovanni Feo
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Il tempio perduto degli etruschi Feo Giovanni - C&P Adver Effigi, 2014 - Genius Loci
Il centro sacro e geografico dell'Etruria fu il tempio di Voltumna presso il lago di Bolsena, l'etrusca Volsinii (in etrusco Velzna). Il lago e i suoi fecondi versanti furono l'epicentro, l'ombelico sacro della dodecapoli, lì furono scritte, nello scenario lacustre e vulcanico le pagine più importanti della originaria storia dei Tirreni. Lo dimostrano e lo confermano fatti recenti. Nell'inverno 2013-2014 è arrivata la segnalazione di due nuovi templi etruschi, scoperti nei pressi della via Francigena. Secondo l'attuale stima, sul tratto della Francigena che entra nel cratere di Bolsena, da San Lorenzo Nuovo a Montefiascone, si contano oggi almeno venti templi etruschi. Altri ancora non sono segnalati, soprattutto nell'area medio-alta del versante settentrionale del cratere, dove una vasta e fitta macchia mediterranea nasconde insediamenti, necropoli, templi di età etrusca e siti pre-etruschi. L'evidenza che l'annuale pellegrinaggio al Fanum di Voltumnae, sulle rive di Bolsena, divenne il pellegrinaggio al lago di Santa Cristina è confermata dai tanti templi etruschi situati lungo la via Francigena. Lungo questa antica "via sacrata romana" sono rimaste tracce tra le più significative di quell'Etruria che fu essenzialmente un territorio consacrato con arcani riti e opere monumentali, secondo una scienza sacra che reputava la terra una dea, il territorio vulcanico il suo corpo e il lago, il più grande lago vulcanico d'Europa (secondo al mondo), il suo ombelico sacro.
Il tempio di Voltumna. Alla scoperta del sacrario dei dodici popoli etruschi Feo Giovanni - Stampa Alternativa, 2009 - Eretica Speciale
La civiltà etrusca ebbe quale centro geografico e religioso un sacrario nazionale, dove annualmente si riunivano i lucumoni, i re-sacerdoti, per celebrare le origini e officiare il culto delle divinità venerate dai dodici popoli confederati. Fanum Voltumnae, tempio di Voltumna, è il nome di quel luogo. Sulla sua ubicazione sono state avanzate le più diverse ipotesi. L'autore - utilizzando storia, miti, dati archeologici e antropologici dimostra chi fosse realmente la dea Voltumna e come il suo sacrario fosse un territorio speciale, consacrato dagli etruschi secondo le norme di una perduta "scienza" del cielo e della terra.
Geografia sacra. Il culto della madre terra dalla preistoria agli etruschi Feo Giovanni - Stampa Alternativa, 2006 - Eretica Speciale
Recenti scoperte archeologiche nel territorio etrusco tosco-laziale (circoli di pietre, megaliti orientati e allineati, templi rupestri e incisioni) permettono all'autore di documentare una continuità di frequentazione dall'età preistorica (neolitico) agli etruschi. Fin dall'antichità i siti considerati furono osservatori spaziali e luoghi di culto per la conservazione di quella che è possibile definire "scienza sacra", avente come caratteristica peculiare la connessione tra il cielo, la terra e gli elementi naturali.