Libri di Gianluca Grossi
Bibliografia di Gianluca Grossi: tutti i libri in vendita online con argomento Musica Musica: stili e generi
Prossime uscite su MUSICA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788856303650 Più sordi di Beethoven. Vol. 2
Guida alla musica dei Balcani e del Caucaso Grossi Gianluca - Odoya, 2016 - Odoya Library
L'Europa dell'Est e le estreme regioni occidentali dell'Asia rappresentano una delle realtà musicali più affascinanti ed eterogenee del pianeta, dove convergono numerosi generi, figli di culture diversissime fra loro, influenzate da Occidente e Oriente. Eppure ne sappiamo poco, o nulla, ma non è mai troppo tardi per superare quest'impasse e scoprire che anche i paesi dei Balcani e del Caucaso hanno molto da dare e comunicare, avendo conferito i natali ad artisti talentuosi e innovativi in grado di realizzare capolavori che nulla hanno da invidiare ai titoli più blasonati della discografia mainstream. Ogni nazione ha il suo strumento etnico d'elezione: il bouzouki in Grecia, la çftelia in Albania, la tamburica in Croazia, la gusle in Bulgaria e Macedonia; il gardon in Romania... Di conseguenza si sono creati generi ibridi, perfettamente in equilibrio fra il desiderio di sperimentazione della musica moderna e la solidità culturale di quella autoctona. Dal duduk armeno alle sevdalinke bosniache, passando per il festival dei dervisci e le performance del Coro delle Voci Bulgare, fino alla contagiosa allegria della Fanfare Ciocàrlia e al virtuoso del cimbalon Toni Iordache. Un percorso impreziosito da interviste esclusive che si snoda di nazione in nazione, senza dimenticare i musicisti che hanno fatto breccia nella discografia occidentale: Bregovic, Kusturica, Demis Roussos, Vangelis...
Antropologie. Trecento e passa canzoni folk Grossi Gianluca - Zona, 2017 - Zona Contemporanea
Antropologie è una raccolta di canzoni che raccontano persone e luoghi di periferia, la Brianza, le province di Milano e Monza, dove si respira un'aria laboriosa e umanamente arida, almeno all'apparenza. Il verde c'è e non c'è, c'è molto asfalto, molto grigio, le persone si parlano ma anche no. C'è diffidenza e moltissima fretta. C'è il desiderio di arrivare chissà dove senza sapere che non c'è da arrivare da nessuna parte. D'estate si muore dal caldo, d'inverno dal freddo. Gli anziani amano fare l'orto e c'è ancora chi va in osteria. Pochi girano ancora in bicicletta, molti vanno in palestra. Le spighe di granturco benedicono ogni orizzonte ma quando è sereno dominano le cime aguzze del Resegone e delle Grigne. E qualche ciminiera. Da una parte c'è l'Adda, dall'altra il Lambro, in mezzo canali e sottocanali e il sempiterno respiro del Molgora. E poi le pizzerie, le agenzie immobiliari, i testimoni di Geova, i profughi, le piazze deserte, gli oratori, e le vecchie cascine che crollano e portano via per sempre un passato glorioso e romantico, ma pure difficile e pieno di insidie.
La musica dell'assenza. 31 generi tradizionali, perduti, ritrovati Grossi Gianluca - Arcana, 2012 - Musica
Chalga, fado, lavarti, rebetiko, morna... Sono musiche che abbiamo a malapena sentito nominare. In realtà nascondono mondi incredibilmente variegati, microcosmi esistenziali dove l'umanità trova il suo più ampio respiro. Non hanno nulla a che vedere con l'universo mainstream, ma proprio per questo conservano caratteristiche uniche, perfettamente in linea con il concetto di musica pura e incontaminata. Molte di esse sono figlie della sofferenza e dell'emarginazione e riguardano figure leggendarie che hanno segnato percorsi storici epocali. I musicisti ra'f, per esempio, patiscono il dominio dei colonizzatori francesi (e poi quello degli integralisti); quelli csangó non si sono ancora liberati dall'ansia di far parte di un paese che è e non è il loro. La musica che abbiamo ascoltato fino a oggi potrebbe non essere quella che meglio mette a fuoco la nostra quotidianità. L'alternativa, allora, può essere quella ricamata da uno strumento che non abbiamo mai ascoltato, come lo shamisen giapponese, la cobza moldava o lo zither austriaco. Contrariamente a quanto si creda, queste musiche non sono morte, ma vive e vegete, e in certi casi addirittura in espansione. La musica dell'assenza, titolo preso dallo scritto introduttivo di Vinicio Capossela, le va a cercare in ogni angolo di mondo raccontandone la storia, l'evoluzione, gli esponenti principali e gli strumenti più rappresentativi, svelando come dietro ogni canzone ci sia una lezione sociale e morale.