Libri di Adriana Polveroni

Bibliografia di Adriana Polveroni: tutti i libri in vendita online con argomento Arte Contemporanea Teoria delle arti

Prossime uscite su ARTE CONTEMPORANEA

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791257500665 Il complotto dell'arte
  • 9791254723449 Ingegnere del tempo perduto. Conversazione con Pierre Cabanne
  • 9791254723180 Il movimento di Corrente
  • 9788898868292 Ovunque. Catalogo della mostra (Molfetta, 18-31 maggio 2018). Ediz. illustrata
  • 9788896249154 Or not. Rivista monografica di anomalie contemporanee. Ediz. italiana e inglese (2018). Vol. 15: Marco Pariani (Settembre)
  • 9788895566917 Ut pictura poesis. Terzo dizionario emozionale. Ediz. illustrata
  • 9788895165219 Human. Ediz. illustrata
  • 9788894512311 Catalogo soci IoArte 2020. Volti e colori, storie e opere dei nostri soci. Ediz. illustrata
  • 9788890908729 Visioni e cambiamento. Giovani progettisti fabbricano idee. Catalogo della mostra (Biella, 3 ottobre-4 novembre 2019). Ediz. illustrata
  • 9788807891304 Il giro del mondo dell'arte in sette giorni
LIBRO   9788836614424

Lo Sboom. Il decennio dell'arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale Polveroni Adriana   -  Silvana, 2009  -  Fabbricanti Di Universi.Econ. Del Simbol.

Fiato corto, prospettiva limitata, alluvione di numeri, che fossero costi, pubblico, mostre, biennali, notti bianche e notti nei musei. Negli ultimi anni l'arte contemporanea ha intrapreso una corsa che l'ha resa frenetica ed enfatica, riducendola a un appuntamento turistico o a un diversivo nell'agenda dello shopping. Richiamando però sempre più pubblico, stregato da artisti superquotati e da musei che somigliavano a macchine delle meraviglie. Cosa poi ci fosse dentro importava di meno. Decisivo era lo stupore per il fuori. Così il mondo dell'arte è diventato una grande bolla il cui fruscio ha anestetizzato lo sguardo, rendendoci tutti più indulgenti. Poi, a un certo punto, c'è stato lo sboom. I profitti di borsa, di cui si alimenta l'arte dei grandi numeri, sono calati, i musei hanno cominciato a chiudere, altri non aprono. Eppure la crisi non è il male peggiore. Più profondo è un altro buco che ha messo in luce, qualcosa che non si voleva vedere, nascosto com'era anche dallo scintillio dell'arte. Dell'arte che imita la moda, che ripiega nel grande lusso, che prende a prestito la vita e fa finta di spensierarsi. Si, la fine dei soldi ha rivelato la mancanza del senso. La rinuncia a esercitare un pensiero critico rispetto al mondo in cui si muove. Il quale, però, ha ancora un fortissimo bisogno dell'arte, se non altro per quella sua inalienabile capacità di rinnovarsi, di produrre nuovi linguaggi.

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