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- 9791281626652 Il mio nome è Mundial
Il corpo, il rito, il mito. Un'antropologia dello sport Barba Bruno - Einaudi, 2021 - Piccola Biblioteca Einaudi. Mappe
Lo sport sembra oggi aver conquistato definitivamente il proprio ruolo di «fatto sociale totale» privilegiato per leggere dinamiche culturali più generali. Eppure non sempre ha goduto di grande considerazione da parte degli scienziati sociali. In particolare, per quello che riguarda l'antropologia, l'attività sportiva ha scontato almeno due pregiudizi: quello di essere legata al tempo libero e quindi di essere percepita come attività ludica e «poco seria» rispetto ad altre che riguardano la struttura familiare, economica, politica o religiosa di una società; e quella di essere considerata troppo legata al corpo e in qualche modo alla natura. Come se il corpo non fosse esso stesso connesso a dinamiche e logiche culturali. Oggi lo sport è ovunque un grande teatro che coinvolge identità nazionali e capacità di trasformazione culturale; un laboratorio ove sperimentare fattori di ibridazione e meticciato; un fenomeno globale e insieme locale; una fiera delle vanità, una vetrina internazionale - le Olimpiadi, i Campionati del Mondo, i tornei del Grande Slam di tennis - nella quale si esibiscono atleti ma anche filosofie, modi di intendere la religione, il mito, il rito, l'etica, il fair play. Attraverso un'analisi antropologica dello sport - di come un popolo scelga, pratichi, concepisca, si appassioni a una disciplina anziché a un'altra, e di come ne parli, e ne scriva - si può insomma capire come funziona tutta una società.
Tutto è relativo. La prospettiva in antropologia Barba Bruno Piasere L. (Cur.) - Seid Editori, 2008 - Antropologia
Corrente filosofica, atteggiamento etico, prassi superficiale, prospettiva antropologica, dubbio e curiosità. Il relativismo può essere tutto questo, ma l'insieme di saggi che compone questo libro fa pensare in realtà a un'attitudine "umile" di accostarsi alla molteplicità delle culture, di opporsi alla dittatura dei solidissimi dogma e della verità indiscutibili. Gli autori, da Pietro Clemente ad Anna Maria Rivera, da Fabio Dei a Marco Aime, da Alessandro Simonicca ad Antonio Flavio Pierucci, da Teresina Bernardo ad Alessandra Guigoni, a Bruno Barba si accostano al "problema" del relativismo compiendo un viaggio nel tempo e nello spazio, incontrando popoli (dai Tupinambà cannibali alle femministe statunitensi); personaggi (da Wittgenstein a De Martino); principi (metodologico, filosofico, comparativo). Il relativismo appare così una maniera di pensare libera, disinvolta, controcorrente, dal fascino indiscutibile e ineluttabile; tuttavia capace, al contempo, di suscitare le domande e i dubbi più inquietanti sul futuro delle culture.