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Viaggio antiquario nella Marsica. Relazione dei monumenti di antichità eseguita da Alessandro Mastroddi e Vincenzo Mancini il 30 aprile 1835 Amiconi F. (Cur.) - Edizioni Kirke, 2018
Tra il 1834 e il 1835 Alessandro Mastroddi e Vincenzo Mancini di Tagliacozzo furono incaricati dal Consiglio Provinciale dell'Aquila «di prendere conoscenza di tutti li pregevoli monumenti di antichità» esistenti nel territorio della Marsica. Il risultato del loro zelante lavoro, ricco di annotazioni di tipo archeologico ed epigrafico, costituisce un'importante testimonianza dell'evoluzione degli studi antiquari nell'Ottocento, animato soprattutto da finalità di conoscenza e tutela, affinché, come loro stessi scrivono, «non si perda la memoria delli monumenti, che sono stati rintracciati, e meglio si conservino le antichità, e non restino nell'oscurità sepolte».
Ritualità funeraria e convivialità. Tra rigore e ostentazione nell'Abruzzo preromano Acconcia Valeria - Officina, 2014 - Officina. Etruscologia
Il consumo del vino nelle forme legate alla pratica del banchetto trasmesse dal mondo greco, è una caratteristica dell'emergere delle aristocrazie dell'Italia preromana, e in particolare dell'area tirrenica, dalla metà dell'VIII secolo a.C. Nel versante medio-adriatico della penisola italiana, però, fin dalla Prima età del Ferro si delineano caratteri autonomi nei rituali connessi alla sepoltura che, soprattutto nel territorio dell'antico Abruzzo, riflettono un complesso di norme e tradizioni fortemente radicate, nelle quali prevale la volontà di rappresentare in termini egualitari gli individui, per genere e fasce di età. Questo scopo è generalmente ottenuto con la definizione del ruolo guerriero per gli uomini adulti e di quello di rappresentanti della ricchezza familiare per le donne e gli individui più giovani. Con modalità variabili, inoltre, viene adottato un rituale legato al consumo di cibi e bevande tendenzialmente contenuto e rigoroso, ridotto spesso alla deposizione di pochi elementi vascolari. Di contro, si registrano anche spinte a rappresentare la ricchezza e il rango degli individui, che di solito coincidono con l'adozione di modelli influenzati dal mondo tirrenico o, anche, piceno. Questo lavoro intende proporre un approccio di tipo funzionale alle culture funerarie dell'Abruzzo preromano, con specifica attenzione al periodo compreso tra l'età del Ferro e arcaica e alla composizione del set vascolare.