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Monastero di S. Chiara a Mola di Bari. Analisi e risoluzione dei dissesti statici degli spazi voltati e cupolati e introduzione delle nuove tecnologie di realtà virtuale per la conoscenza del monumento Angione Alessandro - Youcanprint, 2021 - Architettura / Generale
Il mio studio ha l'obiettivo di studiare e risolvere in modo approfondito le forme di degrado strutturale e individuando specifiche tecniche di consolidamento sui relativi meccanismi di collasso, le cause e la risoluzione del degrado attraverso l'analisi dei carichi, la progettazione e la verifica del supporto utilizzato. Indagini in loco, fotografie, schede tecniche dei produttori dei supporti di consolidamento, norme tecniche per la costruzione 2018 con relativo aggiornamento 2019 CNR per i materiali compositi, sono state necessarie per svolgere correttamente l'intervento di restauro. Il progetto riguarda i tre principali meccanismi di collasso individuati; ovvero, il primo con un fenomeno di ribaltamento semplice globale della parete nord-est con la formazione di cerniere cilindriche alla base. Meno intenso è il fenomeno di ribaltamento, che risulta essere parziale con formazione di cerniere cilindriche alla base, che sta interessando la parte superiore della chiesa, e in ultimo il cinematismo dell'arco con abbassamento in chiave che interessa alcune stanze a piano terra della fabbrica e la volta della chiesa. Mentre, nel corpo scala più antico, notiamo un fenomeno di distacco dalle pareti con una rotazione verso l'interno dello stesso. Quello strutturale è un aspetto che fa parte del monumento e del suo valore storico, ergo, stravolgere questa componente anche con mezzi destinati a rimanere occulti, equivale a mutilare l'opera di uno dei suoi valori fondamentali. A seguito di questa analisi, dunque, vengono proposti interventi atti a preservare l'intero edificio ripristinando e conservando il comportamento statico originario. Si vuole quindi sottolineare la versatilità dei metodi proposti nei confronti delle differenti tipologie e geometrie di strutture presenti nel monastero. Nelle stanze al piano terra lungo la parete nord-est e nei matronei della chiesa viene prevista la posa in opera di fasce in fibre di vetro incollate nell'estradosso delle volte. Sempre nei matronei e nella navata unica della chiesa, per contrastare il fenomeno parziale di ribaltamento della facciata nord, si adoperano dei tiranti in acciaio a sezione circolare con capochiave a piastra quadrata. Mentre la tecnica della cerchiatura in FRP applicata sulle coperture voltate si presenta come una soluzione ottimale per contrastare la formazione di meccanismi di collasso a più cerniere, caratteristici delle murature storiche ed in particolare dei sistemi voltati. In ultima istanza ho voluto fare una piccola introduzione sull'applicazione della realtà virtuale nel restauro architettonico.
Palazzo Roberti Alberotanza Mola di Bari. Vicende storiche, aspetti architettonici e decorativi Annio Ursula Nardulli Valeria - Les Flâneurs Edizioni, 2016 - Louvre
Palazzo Roberti-Alberotanza, costruito per volontà della famiglia Roberti nella seconda metà del '700, può considerarsi uno tra gli esempi più significativi dell'arte napoletana in Puglia, e magistrale espressione del trionfo della nuova borghesia mercantile. Lo studio realizzato ricostruisce puntualmente la storia del prestigioso Palazzo, svelando importanti notizie riguardanti la committenza, la data di costruzione, le maestranze che vi operarono; inoltre, l'attenta analisi iconografica evidenzia affinità tra la produzione pittorica realizzata in Palazzo Roberti-Alberotanza e le decorazioni presenti in alcune residenze nobiliari della provincia di Caserta, l'antica "Terra di Lavoro", dalla quale proveniva il pittore Aniello d'Arminio, autore dei dipinti di alcuni saloni presenti al piano nobile.
Bari una città tra storia e immaginario. Le architetture raccontano Amendola Giandomenico - Adda, 2020 - Saggistica
"La città è un gran libro di pietra su cui è possibile leggerne la storia, e le architetture sono le sue pagine più eloquenti", scriveva Victor Hugo. Ed è attraverso le sue architetture che Giandomenico Amendola ci racconta la città di Bari. Una città, quella nuova, fondata solo all'inizio dell'800, che può apparire priva di una storia; cela in realtà una pluralità di processi, progetti, di un passato rimosso e riscritto, di una complessità di memorie e di storie, quella dei commercianti e degli imprenditori, quella dello Stato, quella della gente comune che hanno scritto e riscritto la propria città creandone un testo affascinante. Questo il racconto di una Bari in equilibrio tra consapevolezza e speranze, tra un passato dominato dalla storia ma privo di memoria ed un futuro narrato e sperato.