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Femminismo giuridico. Teorie e problemi libro
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LIBRO   9788861846920

Femminismo giuridico. Teorie e problemi Simone Anna  Boiano Ilaria  Condello Angela   -  Mondadori Università, 2019  -  Saggi

Viviamo in un momento storico fortemente segnato dall'uso politico del diritto utilizzato per ripristinare o per contenere le derive democratiche del presente, nonché i principi cardine di una civiltà giuridica e politica occidentale sempre più debole. Parallelamente, assistiamo a una progressiva erosione della possibilità di esigere i diritti, specie quelli fondamentali sanciti dalle Carte Costituzionali e dai Trattati internazionali, senza sapere mai bene come orientarci tra l'evocazione degli ordinamenti giuridici interni e il diritto internazionale. Con il concetto di 'femminismo giuridico', invece, il diritto assume un respiro critico, certamente non schiacciato solo sulla funzione normativa e 'normalizzante' dello spirito coercitivo della Legge. Fuori dalla retorica dei cosiddetti 'diritti delle donne' questo libro rimette al centro la necessità di ripensare la giustizia anziché il potere, la democrazia anziché l'autoritarismo, trasformando il femminismo in un pensiero alternativo e fecondo per tutte e tutti.

€ 14.70 € 13.97
LIBRO   9788857508238

Sessismo democratico. L'uso strumentale delle donne nel neoliberismo Simone A. (Cur.)   -  Mimesis, 2012  -  Eterotopie

Oggi nessuna agenzia sociale o istituzionale, così come nessuna forma di organizzazione dei saperi e della comunicazione di massa considera secondarie le donne. Sulle donne si organizzano master, corsi di formazione, campagne pubblicitarie e campagne antidiscriminazione. Delle donne si occupano il diritto, l'economia, la criminologia, la politologia, la comunicazione, il marketing etc. Eppure all'interno di queste pratiche e di questi discorsi la donna appare sempre come una "vittima", docile e subalterna, o al contrario come un'erinni dei giorni nostri "maschilizzata", aggressiva, violenta, spregiudicata. L'inclusione delle donne nella vita pubblica, insomma, è l'ultima frontiera del politically corred, ma sicuramente si organizza a partire da forme di produzione dello stigma che trasformano la differenza stessa in mero "differenzialismo", ovvero in un potere in cui le stesse donne vengono "oggettivate" e, contemporaneamente, "desoggettivate". Non si tratta, evidentemente, di sostituire il potenziale della differenza con la logica del ritorno all'eguaglianza, né tantomeno con la logica dell'emancipazionismo. Ciò che scompare da questo tipo di narrazioni, semmai, è proprio la complessità, nonché l'eccedenza, ovvero quel bisogno di non sganciare il corpo femminile dalla sua forma di vita, dalla singolarità della sua esperienza, che certo non può ridursi a mero "oggetto" del discorso pubblico o ad un "corpo sociale" identificabile attraverso le ripartizioni identitarie.

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disp. incerta
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