Libri di Ador
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Prismi. Saggi sulla critica della cultura Adorno Theodor W. - Einaudi, 2018 - Piccola Biblioteca Einaudi. Big
In questo volume Adorno raccolse i migliori saggi di quella che fu la sua stagione più felice: gli anni della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra. Al centro sta il discorso sulla «crisi della civiltà», e l'indagine sulla validità di questo discorso, di cui Adorno accetta i fermenti negativi e rifiuta le soluzioni nostalgiche o disfattiste. Il saggio iniziale sulla critica della cultura, quelli finissimi su Spengler, Veblen, Huxley e la stroncatura della sociologia del sapere di Mannheim si leggono come critiche definitive di quei prototipi del pensiero conservatore di cui la cosiddetta cultura di destra ripeteva stancamente i motivi. Ma questa tematica di fondo si rifrange nei «prismi» lumeggiando, oltre alla sociologia, anche gli altri campi in cui Adorno era maestro: filosofia, musica, letteratura. È anzi qui che emergono le figure a lui più care: quelle di coloro - Schönberg, Benjamin, Kafka - che seppero fissare il volto della Medusa senza abdicare alla ragione, e misurare fino in fondo l'abisso per affermare l'esigenza dell'utopia.
Teoria della Halbbildung Adorno Theodor W. Sola G. (Cur.) - Il Nuovo Melangolo, 2010 - Filosofia Della Formazione
Theodor W. Adorno, il filosofo tedesco esponente della Scuola di Francoforte, scrive nel 1959 un breve saggio intitolato "Theorie der Halbbildung", ripubblicato di recente in Germania dalla Suhrkamp. La presente edizione italiana, curata da Giancarla Sola, ha per titolo "Teoria della Halbbildung". Mantiene, dunque, volutamente immutata la parola tedesca attorno alla quale ruota il testo di Adorno. Il libro parte dalla storia di due concetti: quello di formazione (Bildung) e quello di cultura (Kultur), per precisare poi come entrambi siano stati logorati nel corso della modernità al punto che la formazione dell'uomo contemporaneo è ormai profondamente compromessa. Per chiarire tale fenomeno, Adorno parla di Halbbildung: ossia, di una formazione superficiale, parziale, incompleta, dimidiata e perfino disumanizzata, intesa quale esito di una società in cui i mezzi di comunicazione di massa e l'industria culturale hanno prodotto un processo generalizzato di omologazione. Il tema, di considerevole attualità, richiama non solo la questione della libertà di stampa, ma anche quella di pensiero e di critica. Ed è appunto nel solco della critica sociale franco-fortese che il testo di Adorno si colloca, consegnandosi al lettore in tutta la sua forza filosofica, sociologica e pedagogica.