Libri di Manodori Alberto
Bibliografia di Manodori Alberto: tutti i libri in vendita online con argomento Fotografia
Prossime uscite su FOTOGRAFIA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791220029643 Sottopelle. Ediz. italiana e inglese
- 9788894499544 Marks hurt no more
- 9788894434033 Jardin. Ediz. illustrata
- 9788894434019 Buscando a Bolívar. Ediz. inglese e spagnola
A proposito di fotografia. Divagazioni con gli studenti sulle panchine della Facoltà Manodori Sagredo Alberto - Universitalia, 2015 - Specchio Fotografico
La luce. Al buio tutto esiste, ma solo con la luce esiste davvero, perché esiste solo ciò che vediamo. Possiamo credere che esista ciò che non vediamo, ma attiene a verità trascendenti o testimoniate dalla tradizione religiosa. Nel comportamento quotidiano esiste solo ciò che vediamo e solo la luce ci consente di riconoscerci nel mondo. La luce, però, non è sempre la stessa, non è sempre uguale a se stessa. Essa muta direzione così come può cambiare la sua sorgente. Essa può essere di diversa intensità e calore, può risultare, a seconda delle caratteristiche dell'atmosfera, brillante o tiepida, fredda o violenta. La luce può annullare tutte le ombre o provocarne di corte o di lunghe. Può nascondere una parte della scena o il fondo del campo visivo. Può mettere in risalto i primi piani, modificare le espressioni di un volto, dare ad un ambiente un tono di calore umano o renderlo lontano ed estraneo. Quando la macchina fotografica apre il suo obbiettivo per ricevere la luce e con essa l'immagine del mondo o il ritratto di una o più persone, allora insegue la luce e non solo per catturarla, ma per stabilire con essa un rapporto che è quasi un dialogo o una ricerca di verità.
Il Ritratto fotografico di gruppo. Per una classificazione iconografica Manodori Sagredo Alberto - Bononia University Press, 2010 - Manuali
Se ogni fotografia è uno spectrum, come vuole Roland Barthes, cioè un fantasma di un istante comunque trascorso, passato, morto, se è un'ombra, come scrive Jean Christophe Bailly, cioè la traccia di un attimo fuggente, ne consegue che ogni immagine fotografica è un'icona del tempo strappata al tempo stesso, un indice di un momento della vita, che sempre scorre e che non lascia nulla di sé se non chiuso nella rete dei ricordi, che si fanno spesso evanescenti se non confusi e che restano vivi solo quando sono forti perché conseguenti da forti fatti. Allora ogni fotografia è come l'ombra o il fantasma di un fatto forte, solo perché lascia e conserva di sé la propria scena, il volto o i volti, i gesti, le presenze, insomma l'immagine conformata così come si presentò all'obbiettivo, indirizzato dall'occhio attento e selezionatore del fotografo, che di ogni scena sceglie l'attimo più significativo e rappresentativo. In questa dimensione del fotografare ogni immagine ha un senso, una giustificazione per esistere e per sopravvivere e far sopravvivere l'ombra, lo spectrum, il ricordo. Non c'è quindi fotografia senza senso, senza valore e le immagini più comuni, più usuali, più tradizionali, come quelle dei ritratti di gruppo, fissano la partecipazione di tanti a un evento in cui ribadiscono la comune identità, la partecipazione a un'appartenenza esistenziale, il far parte di un'umanità, che è e vuole essere collettiva.