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Passato e futuro del cattolicesimo democratico Antoniazzi S. (Cur.) - Cittadella, 2015 - Polis. Testi E Interviste
Il volume raccoglie contributi di alcuni noti cattolici democratici milanesi e nazionali che hanno insieme discusso sul passato e sul futuro del cattolicesimo democratico. Il loro intento non si limita ad un esame di ciò che è vivo e di ciò che è morto del cattolicesimo democratico ma apre un interrogativo di fondo sulla possibilità di questo soggetto storico e culturale di svolgere una funzione significativa nella nuova società che si delinea. Gli autori dei saggi pubblicati sono o protagonisti diretti delle vicende, spesso con responsabilità di primo piano nelle vicende storiche di questo dopoguerra, oppure osservatori e studiosi attenti del movimento cattolico.
I cattolici democratici e la Costituzione Antonetti Nicola De Siervo Ugo Malgeri Francesco - Rubbettino, 2017 - Istituto Luigi Sturzo
È viva la convinzione che ancora oggi, a poco meno di settant'anni dall'adozione della Costituzione Repubblicana, sia utile per il lettore rivisitare il travaglio culturale e politico vissuto, in modi diversi, dall'intera cattolicità italiana nella stagione della Costituente. Già nelle idee ricostruttive della democrazia cristiana del luglio del 1943 De Gasperi aveva posto la difesa della libertà delle persone e delle comunità organizzate come "premessa indispensabile" per arginare i totalitarismi; in seguito, nel documento conosciuto come Codice di Camaldoli, scritto tra l'estate del 1943 e il 1945, e negli interventi della XIX Settimana Sociale dei cattolici italiani, dell'ottobre 1945, furono discussi i temi dello stato e dei suoi rapporti con la società, nella prospettiva di un assetto politico istituzionale socialmente avanzato e pluralista retto dal nuovo sistema dei partiti di massa. Durante i lavori della Costituente, specie i costituenti democristiani più giovani, come Dossetti, La Pira, Fanfani, Lazzati, Moro e altri, senza interrompere le forme di dialogo avviate nella stagione della Resistenza con uomini e forze di altra ispirazione, si adoperarono per affermare una concezione dello stato democratico e della stessa democrazia intesi non semplicemente come insieme di procedure, bensì come realtà che traggono la loro ragion d'essere da profonde ispirazioni culturali e si esprimono in indirizzi sociali solidali e pacifici. Introduzione di Gabriele De Rosa.