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Itinerari della giustizia. Appunti per una antropologia giuridica Brambilla Guido - Guerini E Associati, 2014
Come e quanto influiscono i profondi cambiamenti di parole come coscienza, natura, libertà sul senso della Giustizia e sullo stesso concetto di diritto? La ragione moderna, con le sue radici di autonomia assoluta, di fronte alla giustizia come profondo bisogno dell'uomo ci ha consegnato degli strumenti o ci ha lasciati soli? Da quell'irreversibile incontro tra mondo classico, religiosità ebraica e cristianesimo si è sviluppata una parabola che va dal riferimento a un ordine trascendente alla nascita del diritto "soggettivo", come lo si intenderà poi nella modernità. In questo libro si intravede l'affresco dell'itinerario storico e culturale della giustizia interrogando e mettendo a confronto autori moderni e contemporanei, da Ricoeur a Hulsman, da Habermas a Benedetto XVI, da Natalino Irti a don Giussani, da Villey a Glendon, gettando luce sulla storia della coscienza dell'uomo moderno e su quanto egli abbia concorso a disegnare il labirinto nel quale sembra essere bloccato. E con esso il diritto. Appunti per un'antropologia giuridica, nati dal non voler rinunciare, da parte dell'autore, all'appassionato e duro confronto tra la propria esperienza di uomo e la viva materia della giustizia, delle sue regole sino all'esecuzione della pena. Prefazione di Eugenio Borgna. Introduzione di Lorenza Violini.
Cultura e diritto. Alle origini dell'antropologia giuridica Berni Stefano - Aracne, 2014 - Storia Del Diritto E Delle Istituzioni
Nella seconda metà del XIX secolo, in piena epoca vittoriana e positivista, alcuni giuristi (Bachofen, Maine, McLennan, Morgan) si preoccupano di studiare le culture non occidentali e la storia delle società antiche. Dal diritto, unica disciplina che, insieme alla storia, si occupa del soggetto, compare l'interesse per l'Altro, per comprendere le origini comuni che ci collegano ai primitivi. Per questa "sensibilità" insieme storica e giuridica sono considerati non a torto i primi sociologi e etnologi del diritto, ma anche i primi veri comparativisti. Questi antropologi del diritto iniziano così a studiare le società a partire dall'idea che sia possibile riscontrare, in tutte le culture, costrutti simili quali la proprietà, la famiglia, il crimine. La modernità di questi studiosi ottocenteschi e della loro antropologia giuridica si afferma oggi nel riconoscimento degli etnodiritti e delle differenti emergenze culturali.