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Il dittatore utopista. Storia e controstoria di Muammar Gheddafi. 42 anni di potere raccontati anno per anno libro
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LIBRO   9788878994638

Il dittatore utopista. Storia e controstoria di Muammar Gheddafi. 42 anni di potere raccontati anno per anno Barbera Gianluca   -  Barbera, 2011  -  Planet

Statista, agitatore, politico, le mille facce di Muammar Gheddafi sono analizzate in questo libro che, con sottile ironia, ripercorre la storia del dittatore. Dall'ascesa al potere, passando dal sogno di costruire un'Africa unita, per finire con la dura repressione dei primi mesi del 2011. Un saggio per scoprire il vero volto di Gheddafi e svelarne il pensiero, le azioni e i controversi rapporti con l'Italia, al di là delle etichette che gli sono state appiccicate addosso. Giulio Andreotti ha scritto: "Confesso che faccio sempre fatica ad accettare la drastica e semplicistica classificazione degli uomini in buoni e cattivi. Iddio stesso ha creato un terzo stadio (Purgatorio) ed anche un quarto - il Limbo - di cui non mi pare la nuova teologia abbia revocato l'esistenza. La demonizzazione di Gheddafi è invece quasi universale. Non c'è avvenimento al mondo e specialmente in Africa salvo forse i terremoti - che non si attribuisca all'azione diretta o indiretta del colonnello. In un certo senso, con l'intento di danneggiarne la reputazione, tutti finiscono per creargli un alone di illimitata potenza, incoraggiando chi non ha più porte alle quali battere a tentare quella libica".

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LIBRO   9788817117920

L'ombra di Gheddafi. Soldi, terrore, petrolio Bellodi Leonardo   -  Rizzoli, 2021  -  Saggi Italiani

È il 1969 quando con un colpo di Stato un giovane capitano, nato e cresciuto nel deserto da una famiglia di pastori, prende il potere in Libia. Si chiama Muammar Gheddafi. Resterà per oltre quarant'anni a capo del Paese, assumendo col tempo ruoli diversi, a volte opposti e contraddittori, nello scacchiere geopolitico internazionale: «cane rabbioso» per la Casa Bianca negli anni Settanta, «alleato strategico» dopo l'11 settembre, semplicemente il qaid, la «guida», in patria. Una patria, quella libica, che in fondo a Gheddafi somiglia da sempre: «È il luogo della massima imprevedibilità, un Paese che non è, uno Stato da inventare».Parte da questa indescrivibilità del raìs l'analisi di Leonardo Bellodi. Per arrivare a raccontare in presa diretta la tragica fine dell'uomo e del regime con le primavere arabe di dieci anni fa ed esplicitare quali eredità ancora la «questione libica» esercita sullo scenario mediterraneo, queste pagine ricostruiscono passo dopo passo l'ascesa di Gheddafi e i suoi anni al potere, andando a indagare quei rapporti, sempre cangianti e sempre decisivi, che il suo regime ha intessuto con i vicini arabi e con l'Occidente. Una rete costruita attraverso il petrolio, attraverso l'appoggio ai terroristi negli anni Settanta e Ottanta e la «conversione» dei primi Duemila, ma soprattutto attraverso il fiume di petrodollari con cui la Libyan Investment Authority è entrata nei gangli del tessuto economico mondiale. Un documentatissimo lavoro di ricerca e ricostruzione in cui Bellodi fornisce anche le risposte a un interrogativo oggi come non mai centrale: quali sono i conti in sospeso con la Libia di Gheddafi e con quella odierna? Con uno sguardo attento sull'Italia, da sempre interlocutore privilegiato del Paese, e oggi interessata, anzi obbligata, a tenere vivi i legami economici e a trovare una soluzione alla crisi migratoria.

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