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Destino e libero arbitrio Bianchi L. (Cur.) Sannino A. (Cur.) - Bibliopolis, 2019 - Saggi Bibliopolis
Destino e libero arbitrio, fato e provvidenza, modelli di necessità e scelta individuale sono categorie centrali della historia philosophica occidentale, capaci di porre fin dall'antichità una serie di questioni diverse che percorrono diacronicamente e in maniera problematica tutta la storia del pensiero. In questa raccolta di studi, prodotta dalla collaborazione scientifica tra il dipartimento di Scienze umane e sociali (DISUS) dell'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" e l'Université de Bourgogne (Dijon), le suddette categorie sono discusse all'interno di una precisa contestualizzazione temporale, che va dal Medioevo al Novecento. Ripercorrendo luoghi significativi della riflessione di Guglielmo d'Alvernia, Niccolò Machiavelli, Giordano Bruno, Pietro Pomponazzi, Giovan Battista Della Porta, René Descartes, Blaise Pascal, Thomas Hobbes, Pierre Bayle, Voltaire, Immanuel Kant, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Oswald Spengler, Hannah Arendt e John McDowell vengono analizzati quegli elementi costanti e quelle variazioni che l'incrocio di temi filosofici e teologici hanno di volta in volta prodotto all'interno della discussione teorica.
Trattato sul libero arbitrio Bossuet Jacques-Bénigne Romeo M. V. (Cur.) - Rubbettino, 2016 -
Scritto nel 1677, per il Delfino di Francia, Luigi di Borbone, figlio del re Luigi XIV, il Trattato sul libero arbitrio è un importante documento che non solo aiuta a cogliere le radici del pensiero filosofico di Bossuet, ma addirittura offre eleganti scorci dello spirito di quel Grand Siècle, in cui il Vescovo di Meaux non fu un semplice comprimario sulla scena del dibattito teologico-filosofico. In effetti, nell'elevato milieu filosofico impregnato di agostinismo, tomismo e cartesianismo, quest'opera testimonia il rigore speculativo di un Bossuet, a cui troppo spesso la critica ha lesinato il titolo di filosofo, limitandosi a riconoscergli il vigore e il fascino dell'oratore. Di certo, nel Trattato sul libero arbitrio troviamo i tratti salienti del grande Bossuet: la potenza dello stile, la chiarezza dell'esposizione e la solidità del pensiero. Questi tratti si fondono felicemente in un appassionato discorso sulla libertà. Sulle orme di Agostino e di Descartes, Bossuet abbraccia i diversi tentativi di teologi e filosofi per associare e conciliare quelle che sembravano res insociabiles: la libertà umana e i disegni della Provvidenza.