Libri di Barth
Bibliografia di Barth: tutti i libri in vendita online con argomento Violenza
Violenza di genere e percorsi mediterranei. Voci, saperi, uscite Bartholini I. (Cur.) - Guerini E Associati, 2015 - Intersezioni E Asincronie
Il volume affronta il tema della violenza di prossimità situandolo nell'area mediterranea, mostrandone le interconnessioni tra gli aspetti simbolici e le matrici socio-culturali. Le autrici e gli autori dei saggi perseguono il tentativo di rintracciarne i retaggi patriarcali e le rappresentazioni collettive che dominano la quotidianità, ma individuano pure i fondamenti di una governarne di cittadinanza nelle reti locali istituzionali e dell'associazionismo. Vengono decostruite in maniera specifica le strategie narrative utilizzate dai media mettendo in risalto il ruolo svolto dalla pubblicità sociale nel processo di agenda setting. Il Mediterraneo è qui interpretato come un mare materno (thalassa) piuttosto che aperto (pelagos). "Riportare a galla" alcuni dei costrutti simbolici e procedurali della violenza di prossimità può contribuire alla definizione di una comune mappa di navigazione fra i generi.
Violenza di prossimità. La vittima, il carnefice, lo spettatore e il «grande occhio» Bartholini Ignazia - Franco Angeli, 2014 - Comunicaz. Istituz. Mutamento Soc. Temi
Riflettere oggi sul fenomeno della violenza di prossimità non può che porre in evidenza una categoria delle relazioni e dell'agire che, pur facendo parte della nostra esperienza quotidiana, non è percepita nella sua valenza sostantiva oltre che procedurale. Là dove la violenza irrompe e attecchisce, il conflitto è assente e una stringente oppressione relazionale si è insinuata fra i partner di una relazione, difficilmente sarà possibile trarsi fuori da questo soffocante reticolo di riconoscimento, di disprezzo reciproco e dai rimandi incrociati che ne conseguono. Verrà quindi ritualizzata la pratica della violenza. La violenza, infatti, se da un lato forma lo scheletro stesso di talune relazione intime o di prossimità, dall'altro definisce poco alla volta i confini di quelle identità incerte che trovano, nel ruolo del carnefice e in quello della vittima, le stessa possibilità di manifestarsi spingendosi al di là delle nebbie opache della propria obsolescenza, attraverso l'occhio dello spettatore che è spesso il testimone di pietra di ciò che all'interno della relazione si consuma. La violenza diviene quindi "l'orrore" di una drammaturgia in cui la vittima, il carnefice, gli "spettatori della prima fila e della galleria" e il "grande occhio" dei media fanno sì che lo spettacolo di una "morte annunciata" si replichi ancora una volta, aspettando che sia "l'ultima volta".