Libri su Benevento

Saggi storici, ricerche d'archivio e testi sul patrimonio artistico e folkloristico di Benevento e del Sannio

libri su Benevento offrono un'affascinante panoramica storica, culturale e antropologica dedicata a una delle città più ricche di storia dell'Italia meridionale. Il catalogo propone rigorosi saggi di storia longobarda e medievale, approfondimenti sulle fortificazioni monumentali della città, come la celebre Rocca dei Rettori, e indagini archivistiche basate su antichi atti notarili e cronache locali. Non mancano testi interamente dedicati al folklore sannita, ai celebri miti delle streghe e dei riti magici che avvolgono la valle beneventana, e studi scientifici sull'evoluzione urbana e idrografica del territorio. Una proposta imperdibile pensata per storiciarcheologistudenti e ricercatori universitari e per tutti gli appassionati di tradizioni locali desiderosi di scoprire l'anima autentica e misteriosa di Benevento e della sua provincia.
LIBRO   9788872973127

Le macerie di Benevento. 1400 vittime nell'Urbe e 50 chiese cadute Ariano, S.Agata e Solopaca rase al suolo. Settembre 1349. I quinternioni. Vol. 10 Bascetta Arturo   -  Abe, 2026  -  I Quinternioni Del Vaticano (1344-1351)

Il sisma del 1349 che distrusse il Sannio 1400 morti, 50 chiese cadute, paesi scomparsi. Il mese di Settembre 1349 rappresenta lo spartiacque definitivo per Benevento e tutto il Mezzogiorno: è il passaggio dalla crisi economica della peste al disastro fisico del terremoto. Gli estratti dai regesti di Schäfer e dalle Collectoriae vaticana documentano l'attività del collettore incaricato del Palazzo beneventano, Guglielmo de Rosières, il quale annota la cronologia di quel mese apocalittico. 1-3 Settembre: Guglielmo è impegnato nella riscossione della decima sul grano nuovo. I registri riportano entrate da Apice, Paduli e San Giorgio del Sannio. C'è ottimismo: i granai si riempiono e si riparano i tetti per l'autunno. 4-6 Settembre: Ordinaria amministrazione. Guglielmo liquida le spese per i messaggeri inviati ad Avellino. Viene annotata una piccola spesa per la manutenzione delle carceri del Palazzo. 7-8 Settembre: Arrivano a Benevento i proventi delle fiere di fine estate. Guglielmo discute con i banchieri Acciaiuoli per il trasferimento dell'oro. Il clima è afoso, si registra l'acquisto di aromi per rinfrescare le sale. 9 Settembre, giorno del terremoto: Intorno alle ore 9:00 la terra trema con una violenza inaudita. Il Duomo, il Palazzo del Rettore e gran parte delle mura crollano. Le scritture contabili si interrompono bruscamente. 10-11 Settembre: Caos totale. Guglielmo de Rosières e il personale della Curia sono accampati all'aperto. Non ci sono registrazioni di entrate, solo note sparse sulla "confusione dei tempi". 12-14 Settembre: Iniziano i mandati di emergenza. Guglielmo paga operai per scavare tra le macerie del Palazzo e recuperare i Registri delle Collectoriae e i forzieri d'oro blindati da Johannello a gennaio. 15-18 Settembre: Primi rapporti dai territori limitrofi. Giungono notizie di distruzione totale a Sant'Agata dei Goti, Solopaca e Ariano. Guglielmo registra la morte di diversi rettori di chiese, schiacciati dai crolli. 19-22 Settembre: La "fabbrica della ricostruzione". Si comprano pelli di bue per coprire provvisoriamente i forzieri recuperati e proteggerli dalla polvere e dalla pioggia. Guglielmo nega qualsiasi esenzione fiscale nonostante il sisma. 23-25 Settembre: Spese per la sicurezza. I briganti approfittano delle mura squarciate per entrare in città. Guglielmo paga una scorta armata per sorvegliare i granai sotterranei (foveae), rimasti miracolosamente intatti. 26-28 Settembre: Guglielmo ordina un censimento delle "domus prostratae" (case rase al suolo) di proprietà della Chiesa per valutare la perdita patrimoniale. Si pagano agrimensori per ridefinire i confini tra le macerie. 29-30 Settembre: Il bilancio è tragico: le entrate correnti sono azzerate. Guglielmo scrive una lettera disperata ad Avignone descrivendo Benevento come una "città di pietre rovesciate". Oltre a Johannellus e al notaio Nicola (morto il 9), compaiono altri nomi di spicco legati alla gestione del disastro, come Magister Jacobus de Ariano, il medico/cerusico che riceve un pagamento il 14 settembre per aver estratto feriti dalle macerie della Cattedrale di Ariano. Dominus Petrus de Morcono è il chierico che funge da testimone nel campo fuori Porta Somma durante la pesatura dell'oro il 23 settembre. Andrea de Padulis viene citato come fossores (scavatore), riceve un supplemento per il rischio di nuovi crolli durante il recupero dei registri il 12 settembre.

€ 39.00 € 44.00
LIBRO   9788872973110

Pietrastornina fortezza magica: la medicina popolare temuta dai Papi e distrutta dai Rettori di Benevento. Atti inediti dei processi a Mabilia e Gundrada accusate di magia per aver diffuso la peste nera nello Stato Pontificio del Trecento Bascetta Arturo   -  Abe, 2026  -  Dissertazioni & Conferme

I Rettori di Benevento identificarono nelle montagne di Pietrastornina la risorsa economica da colpire attraverso una tassazione punitiva. L'operazione fu quella di accusare le donne del paese di magia perché vendevano decotti e erbe medicamentose a Benevento. Radici Nigre, Mandragora, Consolida... Dal punto di vista botanico e farmacologico dell'epoca, Pietrastornina fu all'avanguardia nella medicina del Medioevo. Basti pensare che la vita media, ancora nel Seicento, sfiorava i 90 anni e il paese era conosciuto come la capitale delle nutrici per aver allattato la nobiltà di Napoli. Qui si coltivavano piante ad alto potenziale alcaloide e curativo che crescevano spontanee tra i boschi di Pietra Castagnara e venivano conservate in grotte e caverne sotto la roccia e lungo il percorso del Sabato, ostruite dai Beneventani nel Trecento. Le radici di Mandragora, di colore bruno-nerastro, erano il pilastro della farmacopea medievale per proprietà anestetiche. Così le bacche di Solatrum, l'erba Morella, con le radici narcotiche. E' il trionfo della Medicina sulla Religione, quella che vinse la battaglia della sopravvivenza a Benevento fino al giorno della Peste Nera, quando due 'Mavane' di Pietrastornina, Mabilia e Gundrada, furono accusate di aver unto le Porte di Benevento nel giorno del morbo. Da qui la scomparsa della medicina popolare di donne così coraggiose da sfidare l'onda pestifera e subire i processi dei Rettori romani che ostruirono finanche le caverne della Roccia per nascondere ai posteri cocci e scienza medievale della Pietra di San Biagio dedicata alla Dea Rumilia...

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LIBRO   9788872973073

Processo alle streghe di Benevento. «Sibilla» La maga del fiume Sabato che appestó la torre di Benevento Maggio 1348. I quinternioni del 1348. Vol. 5 Bascetta Arturo   -  Abe, 2026  -  I Quinternioni Del Vaticano (1344-1351)

I sette anni da scienziate del sabato dal sapere matrilineare al pignoramento. L'anno 1344 segna l'ingresso ufficiale delle pratiche magiche popolari nel bilancio dello Stato Pontificio. Dalla ricostruzione monumentale del settennio 1344-1351, rielaborata come una serie di lunghi reportage storici basati esclusivamente sull'analisi analitica dei faldoni della Reverenda Camera Apostolica (RCA), dei Registra Vaticana (Reg. Vat.) e degli Archivi di Napoli (ASN) e Benevento (ASBN), abbiamo estratto un profilo delle antesignane della stregoneria beneventana. Guglielmo de Rosières, appena insediato, non vede nelle guaritrici un pericolo per l'anima, ma una perdita per il tesoro. Il Vico del Trivio di Benevento appare per la prima volta nei registri non come luogo di leggenda, ma come distretto fiscale. La Chiesa inizia a monitorare l'idromanzia (l'indovinare attraverso l'acqua), interpretandola come un servizio professionale non tassato. Chi trae presagi dai riflessi dei pozzi nel Trivio viene colpito da "ammende di esercizio". È una "pace fiscale" ambigua: pagando 2 fiorini, la Mavana acquista il diritto di restare nell'ombra, mentre il Collettore trasforma il mistero in una voce di entrata ordinaria [RCA 350, f. 18r]. L'anno dopo la pressione burocratica si sposta dal sacro al biologico. Guglielmo de Rosières mette sotto assedio le Mammane, le ostetriche del popolo. Nelle pergamene della Mensa Arcivescovile [Busta XV, n. 12] emerge la criminalizzazione della farmacopea femminile. L'uso di erbe abortive o acceleranti del parto non è più solo un peccato, ma un "crimine di bando". La Chiesa vuole il controllo totale sulla demografia beneventana; colpire la Mammana significa colpire l'unica figura che entra nelle camere da letto delle donne. La multa di 15 soldi inflitta alla "mulier medica" è il primo passo verso lo smantellamento di quella rete di protezione matriarcale che garantiva la salute riproduttiva nel quartiere Trivio. Il 1346 è l'anno della "polizia della parola". Un mandato del Rettore [Reg. Vat. 240, f. 88v] proibisce formalmente i susurros (sussurri) e i canti sui corpi degli infermi. La medicina dei poveri, fatta di preghiere segrete e nenie, viene dichiarata illegale se non supervisionata da un presbitero. Si colpisce l'essenza stessa della Mavana: la sua capacità di mediare tra il visibile e l'invisibile attraverso il suono. De Rosières comprende che il potere delle donne risiede nel segreto; obbligandole al silenzio o alla presenza del prete, la burocrazia pontificia tenta di spezzare la trasmissione orale del sapere medico-magico che da secoli governa i vicoli della città. Mentre i primi sussurri di un morbo d'oltremare raggiungono Napoli nel 1347, a Benevento l'attività delle "mulieres" si sposta lungo le sponde del fiume Sabato. Guglielmo de Rosières stringe le maglie del controllo notturno. I verbali parlano di sequestri di "fatture e legamenti" [RCA 352, f. 54r] e appare per la prima volta il nome di Mabilia, descritta come colei che "conosce i segreti delle erbe". Non è più solo una questione di multe: si inizia a mappare la gerarchia delle guaritrici. A dicembre, mentre il Collettore compra incenso per "purificare il palazzo" dal rumore del morbo in arrivo, la città è sospesa. Le Mammane e le Mavane lavorano freneticamente a rimedi che non sanno essere inutili contro ciò che sta per accadere. Nel 1348 l'apocalisse ha un nome: Peste Nera. Ma per Guglielmo de Rosières, ha anche un prezzo. È l'anno del "Grande Processo" del Trivio. Tra il 1° e il 31 maggio, la burocrazia pontificia compie un capolavoro di sciacallaggio istituzionale. Sfruttando la denuncia di Prete Matteo, le guaritrici (Sibilla, Mabilia, Gemma) vengono trasformate in capri espiatori del contagio. Sequestri, aste, catene forgiate da Mastro Giovanni e l'agonia delle donne nella Torre di Porta Somma. Mentre la peste livella i testimoni e i carnefici, de Rosières spedisce 220 fiorini a Napoli [ASN]. Il mese si ch...

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