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Bibliografia di Bell: tutti i libri in vendita online con argomento Economia Globale

La crisi globale, l'Europa, l'euro, la sinistra libro
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LIBRO   9788895146423

La crisi globale, l'Europa, l'euro, la sinistra Bellofiore Riccardo   -  Asterios, 2012  -  Ad

In tre brevi saggi viene proposta una lettura della crisi globale che va controcorrente rispetto a quelle oggi dominanti, anche a sinistra. In "Due o tre cose che so di lei", la Grande Recessione dal 2007 è vista come la crisi di un capitalismo 'neoliberista' che, lungi dall'essere monetarista e stagnazionistica, è stato una sorta di 'keynesismo privatizzato'. Dominato dai money manager e spinto dalla inflazione delle attività finanziarie, il 'nuovo' capitalismo ha prodotto da un lato lavoratori 'traumatizzati', dall'altro consumatori 'indebitati'. Il lavoro è stato realmente sussunto al capitale finanziario: la 'centralizzazione' del capitale non si è più accompagnata alla sua 'concentrazione', mentre le banche centrali hanno immesso moneta per nutrire le bolle speculative. L'instabilità è stata rimandata, ma l'insostenibilità del modello è infine esplosa violentemente, prima con la crisi delle dotcom, poi con quella dei subprime. In "Finestra sul vuoto" la crisi europea e del debito pubblico viene letta come l'altra faccia della crisi globale e del debito privato. Si ricostruiscono le tappe del percorso di unificazione monetaria, dal Trattato di Maastricht all'istituzione dell'euro, se ne ricordano le contraddizioni come le possibili alternative, e se ne spiega il singolare ma temporaneo successo iniziale, dovuto anche agli sbocchi forniti dal capitalismo anglosassone ai neomercantilismi forti e deboli.

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Uberization. Il potere globale della disintermediazione: cosa fare perché uno strumento utile non diventi un'ideologia libro
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LIBRO   9788823835863

Uberization. Il potere globale della disintermediazione: cosa fare perché uno strumento utile non diventi un'ideologia Belloni Antonio   -  Egea, 2017  -  Business E Oltre

A un secolo di distanza da quando Henry Ford diede vita a quel sistema organizzativo e di produzione che dalla sua fabbrica prese nome e che, involontariamente, impose i propri principi ispirativi a mercati e contesti diversi, la storia sembra oggi ripetersi con Uber e il suo modello, applicato a settori sempre più distanti dall'«originale». L'"uberization", tuttavia, è solo uno degli ingredienti di una nuova ricetta tecnologica in cui algoritmi, applicazioni, piattaforme software, click e dati dettano le regole dell'innovazione all'insegna del fenomeno, più ampio e inclusivo, della disintermediazione. Nata con il web, la disintermediazione predica la ricerca continua dell'efficienza attraverso l'eliminazione degli intermediari all'interno di un processo. Prende per mano la distruzione creatrice di Schumpeter promettendo velocità, risparmi e profitto, mediante la costruzione di una via più breve, di una relazione diretta con il cliente/utente. Influenza ogni organizzazione, diffondendo l'idea che si possa accedere al proprio mercato di riferimento anche da outsider, senza dipendere da alcuna struttura e senza l'esperienza del professionista. Lascia la propria impronta nel business dei grandi colossi del web così come delle piccole startup, nelle nuove forme dell'industria editoriale e della comunicazione così come nelle regole di una campagna elettorale. I seguaci la considerano una soluzione geniale, i nemici e i detrattori ne vedono pericoli e aspetti negativi. È forse uno dei processi recenti più innovativi perché meglio rappresenta il tentativo di redistribuire - grazie alla tecnologia - denaro, opportunità, potere e gerarchie. Ma quanto di realmente dirompente c'è in essa e quanto invece è frutto di un percorso ciclico e fisiologico?

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LIBRO   9788889091692

Le guerre del cibo Bello Walden   -  Nuovi Mondi, 2009

Walden Bello pone al centro di questo libro la recente crisi alimentare che ha gettato centinaia di milioni di persone nel baratro della povertà, accendendo la miccia di forti proteste in Medio Oriente, Africa e America. Una crisi che ha radici profonde e legate non solo l'aumento dei costi dell'energia, ma anche le politiche del Fondo Monetario Internazionale e dell'Organizzazione Mondiale del Commercio in materia di agricoltura mondiale. Approfondendo l'evoluzione di tale crisi, Bello offre una via avanzata: il principio della sovranità del cibo, che permetterebbe alle nazioni in via di sviluppo di proteggere e sostenere la biodiversità. Conducendo il lettore attraverso un visione generale del ruolo del capitalismo dell'industria agroalimentare, Bello propone una radicale ristrutturazione: la graduale cessazione della produzione delle multinazionali e un ritorno verso un sistema basato sui piccoli agricoltori e coltivatori. Per illustrare le sue teorie, Bello usa gli esempi del Messico, delle Filippine, dell'Africa e della Cina, sostenendo che l'approccio basato sulla produzione in larga scala anche a livello economico non è efficiente come molti pensano, ma viene superato nella produzione dalle piccole unità agricole.

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