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Bibliografia di Ben: tutti i libri in vendita online con argomento Letteratura Medioevale
Li fatti de' romani dei manoscritti Hamilton 67 e Riccardiano 2418. Ediz. critica Bénéteau D. P. (Cur.) - Edizioni Dell'orso, 2012 - Studi E Ricerche
Il fascino che la storia romana esercitava sul lettore del Medioevo è testimoniato dalle numerosissime versioni in lingua moderna che ci sono pervenute. Il fortunato volgarizzamento francese del primo Duecento intitolato "Li fet des Romains", epopea classica e insieme romanzo cavalleresco, fu tradotto e rimaneggiato più di una volta, e diede inizio a una serie di rifacimenti in toscano sin dal terzo quarto del Duecento. La versione toscana de "Li fatti de' Romani" che qui si pubblica è contenuta nei manoscritti Hamilton 67 di Berlino e Riccardiano 2418 di Firenze (originalmente un codice unico), vergati nel 1313 da Lapo Corsini, facoltoso mercante fiorentino. Si tratta di un ambizioso progetto che dimostra le crescenti aspirazioni culturali del ceto medio a Firenze nell'età di Dante. Questi due manoscritti testimoniano un momento culturale di transizione fra una lettura della storia romana intesa come racconto e intrattenimento pedagogico, e un'altra, pre-umanistica, attenta alle fonti e ai suoi specifici significati, e hanno perciò un grande valore documentario e linguistico.
Storie e cantari medievali Bendinelli Predelli Maria - Società Editrice Fiorentina, 2019 - Studi
Il volume raccoglie alcuni saggi centrati su storie medievali di larga diffusione: la storia di Alessandro Magno, la storia di Madonna Elena, la storia dell'amante lodato dal marito, il motivo del «fier baiser». Si tratta cioè di narrativa "tradizionale", comunicata di solito oralmente: la figura tipicamente medievale del giullare (o bardo, o «conteur») normalmente "trasmette" una narrazione già esistente, o ne "inventa" una nuova raccogliendo, combinando, trasformando, trame e motivi di storie preesistenti.
La Struzione della Tavola Ritonda (I cantari di Lancillotto) Bendinelli Predelli M. (Cur.) - Società Editrice Fiorentina, 2015 - Studi E Testi
Esempio di cultura popolare per eccellenza, i cantari italiani del Basso Medioevo volgarizzano e diffondono fra un pubblico sempre più vasto storie e miti elaborati per l'antica società feudale. Alla fine del Trecento, a Firenze, un poeta non dozzinale pensò di tradurre in sette cantari, nel classico metro dell'ottava, la storia del romanzo La Mort le roi Artu, ultimo anello della grande saga dedicata alle avventure del re Artù e dei suoi cavalieri della Tavola Rotonda. Nel passaggio dalla Francia all'Italia, dalla società feudale a quella comunale, da lettura per un pubblico aristocratico a spettacolo per un pubblico popolare, il romanzo viene naturalmente trasformato: la vicenda è ridotta a dimensioni 'borghesi' e diventa una storia di gelosia, d'adulterio e di vendetta; colorata però dall'aura mitica che ancora circondava i personaggi, dal meraviglioso valore dei cavalieri, dalla conclusione moraleggiante. Soprattutto, il poeta, e forse più precisamente il canterino che potrebbe aver rielaborato il testo, riesce a trasmettere la partecipazione con cui è rivissuta la fine tragica di un'epoca mitica esaltata dalla nobiltà e dal valore.