Libri di Giuseppe Bertagna
Bibliografia di Giuseppe Bertagna: tutti i libri in vendita online con argomento Educazione
Dall'educazione alla pedagogia. Avvio al lessico pedagogico e alla teoria dell'educazione Bertagna Giuseppe - La Scuola Sei, 2010 - Istituzioni Di Pedagogia
In pedagogia la tendenza ad utilizzare alcuni termini con accezioni epistemologiche diverse o addirittura contrastanti è altamente diffusa. In questo contesto, parlare di "pedagogia critica" significa analizzare le differenze di questo complesso vocabolario non solo all'interno dell'ambito pedagogico, ma anche rispetto alle altre scienze dell'educazione.
Educazione, continuità e scuola Bertagna Giuseppe - La Scuola, 1994 - Scuola D'oggi
L'autore sviluppa uno studio sul concetto di "continuità educativa" con l'in- tento di coniugare la continuità nell'educazione (l'autosviluppo) con la continuità dell'educazione (eteroformazione). Dopo aver presentato le princi- pali teorie pedagogiche alla luce di queste due posizioni, indica alcune con- dizioni necessarie per qualificare come "buona" la continuità dell'educazione in generale. Successivamente, punta l'attenzione su modi e forme che rendereb- bero pedagogicamente positiva la continuità promossa nei diversi gradi di scuola. Il risultato è un superamento del modo comune di intendere la conti- nuità educativa, non più ridotta, cioè, né al programma di interventi ipotiz- zati dalla pedagogia, né solo ad alcune letture avanzate in sedi accademiche.
Pensiero manuale. La scommessa di un sistema educativo di istruzione e di formazione di pari dignità Bertagna Giuseppe - Rubbettino, 2006 - Università
La massima educazione possibile di ogni giovane è un diritto soggettivo. È perciò dovere morale e sociale della Repubblica soddisfarlo. Se non altro, per almeno 12 anni. Ma, soprattutto oggi, non è soltanto un dovere morale e sociale: è anche una convenienza economica. Non abbiamo miniere, infatti. Né petrolio. Abbiamo il terzo debito pubblico del mondo. L'unica ricchezza strategica su cui contare per il futuro è il contributo di intelligenza, socialità e creatività dei giovani. Non possiamo, perciò, permetterci di perderne nemmeno uno. Ma come? Con un sistema formativo che vuole l'80% di una generazione al "liceo" e il rimanente 20% in percorsi di istruzione e formazione professionale di serie B, oppure con un sistema formativo che vuole rivendicare e praticare la pari dignità educativa e culturale tra "licei" e "istituti dell'istruzione e formazione professionale"? Con una cultura educativa fondata sul metamessaggio che si studia per non lavorare e si lavora perché non si è studiato, oppure fondata sul principio contrario: nessuno, nella società attuale, può più lavorare senza studiare e studiare senza lavorare? L'autore difende le ragioni della seconda strada e, documentando le vicende riformatrici intervenute negli ultimi anni, cerca di spiegare anche perché, in Italia, è stato ed è così difficile, se non impossibile, percorrerla.