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Dada da capo. Protesta e poesia nel segno del Cabaret Voltaire Bozzi Paola - Mimesis, 2018 - Eterotopie
Il 5 febbraio 1916 Hugo Ball ed Emmy Hennings aprono a Zurigo il Cabaret Voltaire. Laboratorio di una struggente controcomunità estetica impegnata contro le ipocrisie della società e la carneficina della Prima guerra mondiale, il locale è la culla di dada e della sua protesta vibrata di sentimenti, di convinzioni, di idee. Dada è energica, ferma opposizione, rifiuto e negazione, ma anche poesia, che passa attraverso il gesto incongruo, la paternità collettiva del testo simultaneamente declamato, l'acrobazia linguistica, la glossolalia, l'interferenza dei ritmi e delle sonorità, la commistione di grafica e acustica, il gioco. Gran parte della cultura, della letteratura e della produzione artistica contemporanea è in debito verso il Cabaret Voltaire. Eppure i versi di Hans Arp, Hugo Ball, Raoul Hausmann, Emmy Hennings, Richard Huelsenbeck e Kurt Schwitters sono ancora poco noti al vasto pubblico. Paola Bozzi ne analizza le declinazioni più paradigmatiche e vivaci, il loro rapporto con l'arte, la danza, la scienza, offrendo anche al lettore italiano l'opportunità di apprezzarne tutta la ricchezza e attualità.
Dadada. Dada e dadaismi del contemporaneo 1916-2006. Catalogo della mostra (Pavia, 7 settembre-17 dicembre 2006) Bonito Oliva A. (Cur.) - Skira, 2006 - Arte Moderna. Cataloghi
Il Dadaismo e la sua eredità nell'arte di oggi in occasione del 90° anniversario della nascita del movimento dadaista che vide la luce al Cabaret Voltaire di Zurigo nel 1916. Oltre 250 opere realizzate dai maggiori esponenti del movimento Dada (da Man Ray, Marcel Duchamp, Hans Richter, Kurt Schwitters a Paul Citroën, Jean Crotti, Raoul Hausmann, Hannah Höch) selezionate dal curatore, Achille Bonito Oliva, permettono di esplorare in modo completo il movimento passato alle cronache del Novecento per aver rivoluzionato il linguaggio artistico con lavori dissacratori come la Gioconda con i baffi, l'Orinatoio, il Metronomo con l'occhio e altre ancora. Pubblicato in occasione della mostra pavese, DADADA ripercorre storicamente alcuni incunaboli del Dadaismo storico per giungere a presentare i risultati più interessanti (e più vicini all'originario spirito Dada) delle neoavanguardie postbelliche, consentendo uno sguardo allargato al contemporaneo, alle implicazioni che lo spirito dada ha favorito e ritrovato nei movimenti di avanguardia del dopoguerra, e che senza soluzione di continuità ancora permeano diverse espressioni dell'arte contemporanea.