Libri di Bocca
Bibliografia di Bocca: tutti i libri in vendita online con argomento Genova Monumenti
Il palazzo Pallavicino e le sue raccolte. Ediz. illustrata Boccardo P. (Cur.) Orlando A. (Cur.) - Allemandi, 2009 - Archivi Di Arte Antica
Il palazzo Pallavicino di piazza Fontane Marose che era stato scelto da Rubens come esemplare modello abitativo e cresciuto nel tempo fino a diventare un complesso caratterizzato da unicità e specificità, è presentato in questo volume ricco di inediti: proprietà del principe Domenico Pallavicino, è sempre rimasto in mani private. Vi si conservano cicli di affreschi e apparati decorativi realizzati e in parte rinnovati nel corso di quattro secoli; vi è racchiuso un pezzo di storia del patriziato della Repubblica. La collezione d'arte annovera dipinti di artisti di gran nome genovesi, italiani ed europei, accanto ad arazzi fiamminghi, sculture lignee, bronzi e marmi, arredi, mobili e porcellane. Lo studio ideato, curato e coordinato da Piero Boccardo e Anna Orlando, storici dell'arte da anni impegnati nella riscoperta del patrimonio storico-artistico genovese, è stato affidato a numerosi specialisti.
Franco Albini. L'appartamento di un amatore d'arte (1953-1955). Ediz. illustrata Boccardo Piero - Silvana, 2015 - Quaderni Dei Musei Di Strada Nuova
Palazzo Rosso, primo dei Musei di Strada Nuova, per due secoli è stato la più bella dimora della famiglia Brignole-Sale ed è divenuto museo pubblico nel 1874 per scelta degli ultimi proprietari. Maria Brignole-Sale De Ferrari, duchessa di Galliera, che sottoscrisse l'atto di donazione al Comune di Genova, volle configurarlo come una sorta di monumento alla propria stirpe. Divenuto, dopo la Seconda guerra mondiale, un caposaldo della museologia per merito dell'allestimento di Franco Albini, l'edificio è celebre per la decorazione a fresco seicentesca del secondo piano nobile, per i capolavori della pittura italiana ed europea, e per i lussuosi arredi settecenteschi. Il volume ripercorre nello specifico la sua ultima fase abitativa, quando già era proprietà comunale, ovvero il momento in cui Albini sistemò l'alloggio dell'allora Direttore dei musei civici: quell'"appartamento di un amatore d'arte" - così venne divulgato nel 1955 su una delle più prestigiose riviste di architettura del tempo - che ha influenzato in maniera significativa i modi dell'abitare moderno.