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- 9791282344081 Cambiamo la scuola. Per un'istruzione a forma di persona
Il RAV e il PdM nella scuola italiana. Rapporto di autovalutazione e Piano di miglioramento Boccia Pietro - Anicia (Roma), 2016 - Autonomia E Scuola
Il testo è dirotto a chi intende approfondire in modo analitico e critico il percorso di autovalutazione e di miglioramento dell'istituzione scolastica, in cui opera, e si propone di sostenere quanto è previsto dal D.P.R. n. 80/2013 (Regolamento del Sistema nazionale di valutazione), dalla direttiva ministeriale n. 11/2014 e dalla circolare ministeriale n. 47/2014. Esso, oltre a essere un efficace strumento di formazione per coloro che sono impegnati a far funzionare la scuola, è anche un utile ed efficace supporto sia per predisporre il Rapporto di autovalutazione (RAV) e il Piano di miglioramento (PdM) sia per agevolare le scuole a orientarsi e a produrre in merito. Il ruolo e la funzione dci Dirigenti scolastici e dei docenti, nella società globale e, come direbbe il sociologo Bauman, "liquida", diventano centrali per educare e far acquisire alle giovani generazioni. attraverso l'istruzione e la formazione, tanto le conoscenze e le competenze per attraversare e governare il mondo quanto i valori per orientarsi nel cammino verso gli obiettivi che s'intendono perseguire.
Certificare le competenze nella scuola italiana Boccia Pietro - Anicia (Roma), 2015 - Autonomia E Scuola
La scuola italiana, oggi, deve progettare il curricolo per lo sviluppo delle competenze nel primo ciclo d'istruzione, nel primo biennio obbligatorio e non solo del secondo ciclo. Le competenze non possono mai essere acquisite in maniera definitiva e, pertanto, devono avvalersi di una continua e progressiva implementazione di conoscenze, abilità e disposizioni personali (il sé), sociali (il sé e gli altri), metodologiche (il sé e le cose) in contesti di studio, di lavoro e di crescita personale e professionale. La progettazione per lo sviluppo delle competenze deve, perciò, basarsi sulla trasversalità delle discipline e sulla progressività dei curricoli verticali. Le discipline devono, di conseguenza, essere affrontate, impiegando una didattica trasversale e laboratoriale, focalizzata sul soggetto che apprende. In tal modo, la valutazione e la certificazione delle competenze, riguardanti gli alunni/studenti, possono realizzarsi durante l'intero processo didattico, includendo la raccolta "in corso d' opera" della documentazione sugli elementi del loro apprendimento formale, non formale e informale (D.Lgs l . 13/2013).
La «buona scuola». Analisi critica e commento della legge n. 107/2015 Boccia Pietro - Anicia (Roma), 2015 - Autonomia E Scuola
Una società globale, che è, per i continui processi migratori, costretta a rispondere alle sfide delle diversità etniche e culturali, non può prescindere dall'educazione interculturale e dalla crescita inclusiva. La scuola deve, perciò, essere in grado, oggi, non solo di elaborare criticamente le conoscenze e l'intercultura ma anche di promuovere interrogativi e spiegazioni non riconducibili alla dimensione limitativa dei test. La legge n. 107/2015, criticamente analizzata e commentata nel presente volume la "Buona Scuola", non offre alcuna risposta a tali sfide. Anzi, i contenuti di tale legge, tranne che per alcuni punti, come la programmazione/progettazione del Pof, trasformata da annuale a triennale (Ptof), la titolarità e la sede di servizio non più di una singola istituzione scolastica ma dell'ambito territoriale e il Comitato di valutazione dei docenti, dove è prevista anche la presenza dei genitori, degli studenti e di un rappresentante dell'ufficio scolastico regionale, nella stragrande maggioranza dei casi erano già presenti nella vigente legislazione scolastica. Pertanto, gli esiti, che la riforma della "Buona Scuola" si attendeva, potevano essere raggiunti in egual misura con qualche semplice circolare ministeriale.