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Lettere ad Angelo De Gubernatis Contessa Lara Capogrossi C. (Cur.) - Otto/Novecento, 2010 - Adularia Minima
Angelo De Gubernatis e la Contessa Lara rappresentano, nell'ultimo Ottocento, un raro caso di sincera amicizia senza alcun secondo fine. È un fatto insolito, considerando il temperamento delle due personalità. Certo non troppo giovane lui per lei, un po' troppo avanti con gli anni lei per lui, ma circonfusa da un mito di eterna e indissolubile bellezza; tuttavia per quasi dieci anni i due ebbero una fìtta frequentazione lavorativa che mai diventò passione. Entrando appena un po' di più nell'intimità dei due personaggi viene da chiedersi come mai un celebre tombeur de femmes qual era De Gubernatis e una donna bellissima, dalla fama macchiata indelebilmente per i molti amori, non sia esploso quell'ardore divorante che ci si sarebbe potuti aspettare. Grazie alla corrispondenza fra il direttore di "Natura ed Arte" e l'editore, il milanese Vallardi e al diario privato di Angelo De Gubernatis, Carlo Caporossi cerca di rispondere al nostro quesito e presenta al lettore le lettere tra i due con intento e rigore filologico.
La tragica storia della Contessa Lara. Amori e delitti dall'Ottocento Castelli Renzo - Edizioni Ets, 2017 - Obliqui
Eva Cattermole fu la giornalista più popolare dell'Ottocento, colei che per prima dette vita su riviste e quotidiani, con lo pseudonimo di "Contessa Lara", a rubriche di varia umanità ma soprattutto a quella, mai vista prima, della "Piccola posta", lettere al giornale e risposte attraverso le quali scambiarsi confessioni e consigli. Per un universo femminile in larga parte ancora recluso fra le mura domestiche, con scarsi strumenti di comunicazione, quelle rubriche rivoluzionarono il costume e precorsero i tempi cosicché la fama che derivò a Eva Cattermole da questo lavoro giornalistico, unito a una rara bellezza e ai suoi molti amori, fu enorme. Ma la sua fama fu legata anche a fatti di sangue che occuparono le cronache dell'epoca e che la videro protagonista e infine vittima.