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Lima. Un camaleonte tra due specchi Chávez Juan M. - Donzelli, 2006 - Saggine
"Huachafería è una parola peruviana che i vocabolari impoveriscono definendola sinonimo di pacchianeria. In realtà, è qualcosa di più sottile e complesso, uno dei contributi del Perù all'esperienza universale; chi la disprezza o la fraintende non può che provare un senso di confusione riguardo a ciò che è questo paese, alla psicologia e alla cultura di una parte importante, forse maggioritaria, dei peruviani. Perché la huachafería, oltre a essere un'estetica, è una visione del mondo, una maniera di sentire, pensare, godere, esprimersi e giudicare gli altri...". Partono così le pagine del maestro Vargas Llosa su Lima, la sua città, che in questo libro introducono la lettura, a metà tra storia, arte e cultura, di una delle più affascinanti capitali dell'America Latina. "Lima sta per raggiungere i dieci milioni di abitanti e ciò merita un applauso, poiché, malgrado le sue deboli fondamenta, sa ancora resistere all'assedio dei sommessi terremoti di marzo e all'eterno battere di tacchi dei più snervanti balli tradizionali del Perù... Lima nasce da un atto di volontà che si impone sul caso. E forse si è trattato dell'unica risoluzione categorica che sia stata presa senza tentennamenti in questa terra...". Così scrive a sua volta Chávez, il giovane autore peruviano che ci accompagna in questa divertente escursione immaginaria per le vie di Lima: città meticcia, figlia di padre forestiero, sempre alla ricerca di un'identità.
Salvo Lima. L'anello di congiunzione tra mafia e politica (1928-1992) Cassarà Vincenzo - Aracne (Genzano Di Roma), 2022 - I Quaderni Della Fondazione Falcone
Importante esponente della Democrazia cristiana siciliana, nel corso della sua lunga carriera Salvo Lima è stato due volte sindaco di Palermo, per tre legislature deputato alla Camera e, infine, altrettante volte europarlamentare. Negli anni della sua sindacatura si è verificato il cosiddetto "sacco di Palermo", quando il patto tra mafia, amministrazione pubblica e costruttori ha stravolto per sempre la fisionomia urbanistica del capoluogo siciliano. Nella memoria storica dei palermitani, tuttavia, come responsabile dello scempio edilizio è quasi unicamente rimasto il corleonese Vito Ciancimino, l'assessore ai Lavori pubblici. In parte perché costui era legato alla sanguinaria cosca di Totò Riina, in parte perché dopo il passaggio alla corrente andreottiana Lima seppe rifarsi una sorta di nuova "verginità" politica, l'ex sindaco ha continuato per anni a essere molto "chiacchierato", ma senza mai riportare alcuna condanna. Solo l'assassinio, il 12 marzo 1992, ha dimostrato che i suoi rapporti con Cosa nostra andavano ben oltre la semplice "contiguità", dando avvio alla stagione stragista e alla cosiddetta "trattativa" Stato-mafia. Attraverso l'incrocio di una corposa pluralità di fonti, questo lavoro ha pertanto voluto colmare una lacuna storiografica, analizzando diacronicamente e sotto la lente biografica il percorso di un uomo simbolo dei rapporti tra mafia e politica.