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Tesori in guerra. L'arte di Pistoia tra salvezza e distruzione. Catalogo della mostra (Pistoia, 8-20 settembre 2017). Ediz. illustrata Cecconi Alessia Grasso Matteo - Pacini Editore, 2017 - Storia
È una storia sorprendente e mai scritta quella che viene svelata da "Tesori in guerra. L'arte di Pistoia tra salvezza e distruzione". I capolavori d'arte di Pistoia, minacciati dalle bombe alleate e dalle requisizioni tedesche, furono protagonisti di una vera e propria fuga per la salvezza, intrecciando le loro vicende a quelle delle opere fiorentine. Grazie a una lunga ricerca in archivi pubblici e privati, gli autori hanno ricostruito per la prima volta la storia di come furono messi in salvo i capolavori del Duomo, il pulpito di Giovanni Pisano di Sant'Andrea, le preziose tavole del Museo Civico fino ai tesori di San Giovanni Fuorcivitas, primo tra tutti la Visitazione di Luca della Robbia. Ci troviamo coinvolti da un racconto intenso che parla di speranza ma anche di terribili distruzioni. Alla corsa contro il tempo per salvare le opere simbolo della città si affianca la narrazione delle pesanti devastazioni che colpirono il patrimonio monumentale di Pistoia: mettendo a confronto le lettere dei protagonisti, la stampa locale e i report dei monuments men alleati, per la prima volta diventa chiaro il quadro completo e sistematico di tutte le distruzioni nel centro storico cittadino. Prefazione di Roberto Barontini.
Committenze e opere d'arte in San Domenico di Pistoia Coco A. (Cur.) Cortesi A. (Cur.) - Nerbini, 2017 - Approfondimenti
La raccolta di studi di questo volume è proseguimento di una serie di ricerche condotte negli anni sugli aspetti storici e artistici del complesso di San Domenico di Pistoia promosse dal Centro Espaces "Giorgio La Pira". Si connota come ulteriore approfondimento sulle tessere di quel colorato mosaico del complesso di San Domenico composto di molteplici aspetti della storia della comunità dei domenicani di Pistoia in relazione e nella partecipazione alla vita della città. In particolare i saggi di questo volume focalizzano l'attenzione sulle opere pittoriche conservate nella chiesa in rapporto alle committenze, alle attribuzioni, ai caratteri stilistici e alla loro iconografia. Tale opera di studio e di memoria risulta particolarmente rilevante in quest'anno, in cui ricorre l'800º anniversario dalla fondazione dell'Ordine domenicano e la nomina di Pistoia a Capitale della cultura in Italia 2017. La felice coincidenza di queste due date è motivo per scorgere come nella storia, in modi nuovi e sempre diversi, un'eredità di spiritualità e di vita può essere ancora contributo - nel reciproco dare e ricevere - alla vicenda della città.
Il museo e la città. Vicende artistiche pistoiesi dalla metà del XII secolo alla fine del Duecento Cervini Fulvio De Marchi Andrea Tigler Guido - Gli Ori, 2011
Se quello pistoiese è uno dei capitoli più interessanti della storia dell'architettura romanica in Toscana intorno alla metà del XII secolo, tra i principali protagonisti del rinnovamento artistico italiano emerge la figura di maestro Guglielmo, scultore attivo nell'antico pergamo del Duomo di Pisa tra il 1158 e il 1162, ma anche in un pulpito oggi smembrato per la Cattedrale di San Zeno a Pistoia. Le testimonianze pittoriche sono invece molto rare almeno fino alla metà del Duecento, ma subito dopo la metà del secolo una personalità basilare per gli esiti della cultura figurativa pistoiese è quel Coppo di Marcovaldo, pittore fiorentino, che intorno al 1274 realizza un complesso apparato decorativo destinato al tramezzo della Cattedrale. Suo valente collaboratore si rivela il figlio Salerno, verosimilmente il responsabile della Croce dipinta, recentemente restaurata, che oltre ai modelli paterni guarda alle vibranti morbidezze pittoriche del grande Cimabue, traghettando così la pittura romanica verso i suoi apici qualitativi prima dell'avvento di Giotto.