Libri di Lewis Carroll
Bibliografia di Lewis Carroll: tutti i libri in vendita online con argomento Fotografia Temi
Chi cerca i libri di Lewis Carroll desidera immergersi in capolavori della letteratura nonsense e fantastica per l'infanzia. Seguire i libri in ordine cronologico di Lewis Carroll permette di comprendere l'evoluzione del suo approccio unico al gioco linguistico e alla costruzione di mondi immaginari che continuano ad affascinare lettori di ogni età in tutto il mondo.
Biografia dell'autore
Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, nasce a Daresbury nel 1832. Divenuto docente di matematica al Christ Church di Oxford, ha coniugato il rigore logico della sua professione accademica con una straordinaria vena creativa rivolta alla scrittura creativa. La sua produzione letteraria è stata profondamente influenzata dalla sua abilità nel manipolare la logica e dalla frequentazione dell'ambiente vittoriano. Oltre alla letteratura, si distinse per l'interesse verso la fotografia e l'enigmistica. Dodgson è scomparso a Guildford nel 1898, lasciando un'eredità culturale immensa riconosciuta a livello internazionale.
Stile di scrittura
I libri di Lewis Carroll sono celebri per l'uso magistrale del nonsense, dell'ironia sottile e di una struttura narrativa che sfida costantemente le leggi della fisica e della logica. Il suo stile si distingue per l'invenzione di neologismi e giochi di parole che rendono la lettura un esercizio intellettuale ludico. L'autore è indissolubilmente legato alla figura di Alice, protagonista iconica delle avventure nel Paese delle Meraviglie, e allo stravagante Cappellaio Matto, personaggi che attraverso il loro viaggio onirico e gli incontri assurdi hanno ridefinito le possibilità espressive della narrativa fantastica.
Prossime uscite di Lewis Carroll
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788884214386 Alice nel paese delle meraviglie
- 9788854063631 Alice nel paese delle meraviglie
- 9788830155213 Alice nel paese delle meraviglie-Attraverso lo specchio
Sulla fotografia Carroll Lewis - Abscondita, 2022 - Miniature
Una grande affinità legò Lewis Carroll e il suo fantastico universo alla fotografia. La morte del soggetto, la sua resurrezione al di là del reale, l'arresto del tempo, la presenza di ciò che è assente e l'assenza di ciò che è presente, tutti questi paradossi Carroll li visse un'infinità di volte dietro il suo obiettivo. La fotografia svolse un'altra funzione per il grande poeta: quella di essere la camera di compensazione della sua vita amorosa frustrata. Noi fotografi siamo una genia di bricconi, di guardoni e di ladri. Ci troviamo ovunque non siamo desiderati; tradiamo segreti che nessuno ci confida; spiamo senza vergogna ciò che non ci riguarda e ci appropriamo di cose che non ci appartengono. E, a lungo andare, ci ritroviamo possessori delle ricchezze di un mondo che abbiamo depredato. Fu dunque la fotografia che permise a Lewis Carroll, a questo pastore tentato dal maligno, di esorcizzare i demoni che lo perseguitavano. Grazie alla fotografia, la cattura dell'immagine poteva surrogare il possesso. «Era fatale» scrive André Bay, uno dei suoi più profondi conoscitori, «che Carroll facesse intervenire questo schermo tra l'inaccessibile fanciulla e la sua brama di averla. Egli la possedeva attraverso l'obiettivo». L'intera vita amorosa di Lewis Carroll fu mediata dalla fotografia, passò attraverso di essa. Era il suo paese delle meraviglie, l'altro lato dello specchio. (Dallo scritto di Brassaï)
Sulla fotografia. Ediz. illustrata Carroll Lewis - Abscondita, 2007 - Miniature
Una grande affinità legò Lewis Carroll e il suo fantastico universo alla fotografia. La morte del soggetto, la sua resurrezione al di là del reale, l'arresto del tempo, la presenza di ciò che è assente e l'assenza di ciò che è presente, tutti questi paradossi Carroll li visse un'infinità di volte dietro il suo obiettivo. La fotografia svolse un'altra funzione per il grande poeta: quella di essere la camera di compensazione della sua vita amorosa frustrata. Noi fotografi siamo una genia di bricconi, di guardoni e di ladri. Ci troviamo ovunque non siamo desiderati; tradiamo segreti che nessuno ci confida; spiamo senza vergogna ciò che non ci riguarda e ci appropriamo di cose che non ci appartengono. E, a lungo andare, ci ritroviamo possessori delle ricchezze di un mondo che abbiamo depredato. Fu dunque la fotografia che permise a Lewis Carroll, a questo pastore tentato dal maligno, di esorcizzare i demoni che lo perseguitavano. Grazie alla fotografia, la cattura dell'immagine poteva surrogare il possesso. "Era fatale" scrive André Bay, uno dei suoi più profondi conoscitori, "che Carroll facesse intervenire questo schermo tra l'inaccessibile fanciulla e la sua brama di averla. Egli la possedeva attraverso l'obiettivo". (Dallo scritto di Brassaï). Il volume raccoglie una serie di scritti sulla fotografia usciti su diversi periodici tra il 1855 e il 1899 e un saggio di Brassaï sulla fotografia dell'autore di Alice.
Sulla fotografia. Ediz. illustrata Carroll Lewis - Abscondita, 2011 - Miniature
Una grande affinità legò Lewis Carroll e il suo fantastico universo alla fotografia. La morte del soggetto, la sua resurrezione al di là del reale, l'arresto del tempo, la presenza di ciò che è assente e l'assenza di ciò che è presente, tutti questi paradossi Carroll li visse un'infinità di volte dietro il suo obiettivo. La fotografia svolse un'altra funzione per il grande poeta: quella di essere la camera di compensazione della sua vita amorosa frustrata. Noi fotografi siamo una genia di bricconi, di guardoni e di ladri. Ci troviamo ovunque non siamo desiderati; tradiamo segreti che nessuno ci confida; spiamo senza vergogna ciò che non ci riguarda e ci appropriamo di cose che non ci appartengono. E, a lungo andare, ci ritroviamo possessori delle ricchezze di un mondo che abbiamo depredato. Fu dunque la fotografia che permise a Lewis Carroll, a questo pastore tentato dal maligno, di esorcizzare i demoni che lo perseguitavano. Grazie alla fotografia, la cattura dell'immagine poteva surrogare il possesso. "Era fatale" scrive André Bay, uno dei suoi più profondi conoscitori, "che Carroll facesse intervenire questo schermo tra l'inaccessibile fanciulla e la sua brama di averla. Egli la possedeva attraverso l'obiettivo". (Dallo scritto di Brassaï). Il volume raccoglie una serie di scritti sulla fotografia usciti su diversi periodici tra il 1855 e il 1899 e un saggio di Brassaï sulla fotografia dell'autore di Alice.